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Nuno Gomes: “CR7? Fortissimo, ma Rui Costa aveva più classe. Terim il migliore”

27 May 2001: Nuno Gomes of Fiorentina celebrates the goal with team mate Enrico Chiesa during the Serie A 30th Round League match between Fiortentina and Atalanta played at the Artemio Franchi Stadium Florence. DIGITAL CAMERA. Alessandro Rossini / SESTINI / GRAZIA NERI.  Mandatory Credit: Allsport UK/ALLSPORT

Nuno Gomes, elogio straordinario di Rui Costa e i ricordi sulla Fiorentina

Redazione VN

L’ex viola Nuno Gomes ha parlato insieme a Seba Frey in una diretta Instagram:

Fallimento? Periodo bruttissimo, lì ho deciso di tornare a casa. Il Benfica è la mia squadra del cuore, la lasciai per andare a Firenze. Rui Costa? Lo sento tutti i giorni, ha festeggiato da poco il compleanno. Andai alla Fiorentina per lui, fu decisivo per la mia scelta. Vinceva le partite da solo. Il presidente non c’era mai, lo vidi due volte in due anni. Rui andò al Milan, Toldo all’Inter: dicevano che le loro cessioni servivano per i soldi. Rui e Figo? E’ stata una grande fortuna giocare con loro, con Paulo Sousa e Fernando Couto. Rui in partita faceva cose che provava in allenamento, per lui sembrava sempre tutto facile. E’ stato uno dei numeri 10 più forti del mondo. Ho giocato anche con Cristiano Ronaldo, è una macchina. Ma Rui giocava un calcio più antico e di classe, non era una macchina come lui. Adriano? Lui era fortissimo. Federico Chiesa? Ricorda il padre, ma è più bello (ride ndr). Quando vedo la Fiorentina mi rendo conto della somiglianza, l'ho detto a Enrico. Lui segnava gol incredibili, tirava fortissimo con entrambi i piedi. Miglior allenatore? Terim a Firenze. La pensavamo sempre nello stesso modo, ci proteggeva. Avevo grande fiducia in lui, avrei dato tutto per lui. Juventus? C'era grande rivalità, ricordò che segnò Trezeguet su assist mio (ride ndr). Volevo passare la palla ad un mio compagno ma sbagliai. Alla fine pareggiammo, riuscì a fare un gol. Il coro con Rui? Mi vengono i brividi. Arrivi alla Fiorentina quando Batistuta andò alla Roma, tutti dicevano che sarei stato il suo sostituto. Io chiedevo di non farlo, lui era grandissimo. Esultai inchinandomi sotto la curva Fiesole, me lo chiese un tifoso giovane durante la settimana.

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