Non è ammutinamento, ma la squadra ha staccato la spina

Contro il Sassuolo, la Fiorentina si è mostrata priva di forza di reazione e voglia di incidere

di Giacomo Brunetti, @gia_brunetti

Sarà stato il silenzio, ma i primi dieci minuti di Fiorentina-Sassuolo sembravano scorrere davanti a una televisione silenziata all’interno della quale, sullo schermo, appariva la moviola di un’amichevole di mezza estate. Come i sogni, sì, quelli che per il colore viola viaggiano ormai all’indietro nel tempo, quando al giro di boa di una stagione nefasta si auspicava una rimonta rimasta incompiuta. Dieci minuti in cui in campo, con il giglio sul petto, c’erano undici soldatini privi di idee e, successivamente, voglia e forza di reagire.

A partire dalla gara di Cagliari, la Fiorentina ha staccato la testa. Troppe vicissitudini, legate anche all’abbandono di Stefano Pioli, un condottiero che, seppur talvota non supportato dai risultati, era riuscito a tenere saldo il gruppo dopo la scomparsa di Astori, guadagnandosi la stima. German Pezzella, di lui ha detto: «Quando sono arrivato qui ero una persona e un giocatore diverso rispetto a oggi. Mi considero migliore sotto tanti punti di vista, umanamente e anche sotto il profilo tecnico. Finire così è brutto, perché mi dico che si sarebbe potuto fare di più per evitare questo», sinonimo che il rapporto tra l’allenatore e la squadra era saldo.

Sarebbe ingiurioso parlare di ammutinamento, ma con Vincenzo Montella le sorti della Fiorentina non sono cambiate. Poche risposte, troppi dubbi e giocatori in bilico tra la permanenza e una stagione ‘sprecata’. In Sardegna, così come contro il Frosinone, passando dai troppi problemi nei confronti con l’Atalanta e arrivando alla sconfitta con il Sassuolo, la squadra ha staccato la spina, mollando mentalmente il campo e gli obiettivi. Il mercato incombe e la testa di molti è già volata al futuro e ai relativi progetti. Le premesse, per qualcuno, erano invece già senza alcun sentore di permanenza. Strategie sbagliate anche nelle motivazioni, a posteriori. Il messaggio che traspare dalle movenze dei giocatori, però, è inequivocabile: tra chi ha la mente altrove, chi non ha retto la pressione e chi, con il passare del tempo, ha preso coscienza dell’andamento generale, una rivoluzione sarà necessaria.

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