Mutu: “Allenare la Fiorentina è il mio sogno nel cassetto. Con Corvino serviva il traduttore”

Mutu: “Allenare la Fiorentina è il mio sogno nel cassetto. Con Corvino serviva il traduttore”

Mutu in diretta Instagram con l’ex compagno di squadra Sebastian Frey

di Redazione VN

L’ex viola Adrian Mutu è stato il protagonista di una diretta Instagram con l’ex compagno Sebastian Frey:

La mia partita d’addio al calcio? Se non si farà a giugno, vediamo se sarà possibile giocarla a settembre o a ottobre. Sarebbe stato un evento bellissimo e grandissimo. Dove? Non è importante la città, ma sarà in Romania visto sono nato lì. Nel 2021 o 2022 potremmo giocarla a Firenze.

Allenare la Fiorentina? Un giorno mi piacerebbe allenarla, è il sogno nel cassetto, ma prima devo fare esperienza.

Rapporto con Prandelli? Grandissimo rapporto, lo sento quasi tutti i mesi. L’ho sentito dieci giorni fa, gli ho detto di avere cura di sé. Mi sta dando dei consigli da allenatore. Ci siamo visti a Firenze poco tempo fa.

Saluto la Fiorentina, è cambiata parecchio da quando c’eravamo noi (si riferisce anche a Frey, ndr). Ho visto che il patron è carico. Firenze si merita una squadra in lotta per i vertici. Vorrei che la Fiorentina vincesse il campionato o, se non è possibile, che stia il più in alto possibile.

Il gol di Eindhoven? Ero a tredici metri dalla metà campo (ride, ndr). Qualcuno mi disse dalla panchina: ‘Ma che fai, tiri?’.

Il 3-3 al Genoa? Nel secondo tempo dovevo fare qualcosa, nel primo tu (si rivolge a Frey, ndr) avevi sempre il c… a terra (ride, ndr).

Alla Juventus ho vinto? E’ vero, ma l’esperienza alla Fiorentina è stata la più bella.

L’inchino? Mi è venuto così, era un modo di ringraziare i tifosi per il loro affetto. Quando mettevo piede sul Franchi era incredibile.

Donadel? Era un giocatore pazzesco, correva per tutti, anche 14 chilometri a partita, e dava delle legnate… (ride, ndr). Durante una partita si sentiva Lampard e mi cercava sempre. Dopo la partita Prandelli entra negli spogliatoi e gli fa: ‘Marco, ma che fai?’. E lui: ‘Mister, Adrian mi chiama e vuole la palla’. Prandelli gli rispose: ‘Ci sono tanti giocatori che possono fare una diagonale di 60 metri. Ecco, tu non sei tra quelli’.

Montolivo? Aveva una personalità pazzesca. Era importante per noi.

Vargas? Miglior amico di Pasqual (ride, ndr). Quando arrivò dal Catania non giocava. Crossava a 250 chilometri all’ora. Contro il Bologna misi la testa e il pallone finì all’incrocio. Juan mi disse: ‘Bravo, bravo’. E io risposi: ‘Bravo un c…, mi sono fatto male alla testa’.

Il gol più bello con la Fiorentina? Tutti direbbero la punizione col Psv Eindhoven, ebbi un po’ di c.., ma dico il secondo, il gol di sinistro a giro. Ho fatti tanti gol a Firenze.

L’attaccante con cui mi sono trovato meglio? Dico Adriano, Gilardino e Toni. Gila era pazzesco. Niente tecnica. Se gli facevi un passaggio nel modo giusto, non la beccava, ma se gli davi una palla di m…, te la buttava dentro. Lui, Toni e Trezeguet: non ho mai visto dei giocatori del genere che qualsiasi palla sporca te la buttano dentro.

Tiro più forte tra quelli di Vargas e Adriano? Una bella lotta.

Coro più bello per me? Il fenomeno, la curva lo cantava a Baggio, era un onore per me.

Osvaldo? E’ arrivato giovane alla Fiorentina. Un giorno andai da Corvino e gli dissi vedendo che arrivavano tanti giovani come Osvaldo e Jovetic: ‘State provando a vendermi?’. Quando parlava serviva il traduttore (ride, ndr).

La lite tra Vargas e Mihajlovic? Arrivarono corpo a corpo, testa a testa e dissi: ‘Se ora uno dei due fa una mossa, qui scoppia tutto’. Andai alla lavagna e scrissi: ‘Miha e Juan, chi vince? Aperte le scommesse’. Meno male non successe niente, eravamo a un secondo dal disastro.

Ero il secondo ad arrivare al campo, il primo era Seba, tanto che gli dicevo: ‘Hai dormito nello spogliatoio?’.

Il compagno che fumava di più? A parte me, non lo so. Non si fumava in gruppo (ride, ndr).

Ti ricordi quando eravamo a meno quindici (si rivolge a Frey, ndr)? Nessuno ci dava una chance e invece siamo arrivati in Europa. Senza la penalizzazione, saremmo arrivati secondi o giù di lì.

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  1. Zinigata - 4 mesi fa

    Nonostante qualche episodio, si è sempre visto che fosse un uomo di spessore ,oltre ad un grandissimo campione. Per far l’allenatore ci vuole tanta intelligenza e tanto carattere…io ce lo vedrei bene

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    1. batigol222 - 4 mesi fa

      Io per nulla, sono pochissimi i campioni che sono diventati grandi allenatori, attualmente mi viene in mente solo zidane (però con una squadra come il real).
      Quelli come lui che sono stati dei gran campioni, con capacità e determinazione fuori dal comune li vedo bene a fare i preparatori, i motivatori, gli allenatori in seconda… ma hanno personalità troppo forti per accettare un incarico così

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