Mercafir, il Comune incontra Unipol

Mercafir, il Comune incontra Unipol

Si sono incontrati. Dopo mesi, anzi un anno, di silenzi e una raffica di ricorsi (quattro per la precisione, dui cui tre a vario titolo contro Palazzo Vecchio), il Comune …

di Redazione VN

Si sono incontrati. Dopo mesi, anzi un anno, di silenzi e una raffica di ricorsi (quattro per la precisione, dui cui tre a vario titolo contro Palazzo Vecchio), il Comune e Unipol ricominciano a dialogare. Ci sono già state alcune riunioni che hanno messo di fronte i tecnici del colosso bancario e assicurativo bolognese – che ha ereditato da Fonsai i terreni dell’area Castello e le relative licenze a costruire – al direttore generale di Palazzo Vecchio e titolare del procedimento stadio, Giacomo Parenti, come ha confermato ieri il sindaco Nardella nel corso della presentazione del nuovo manto erboso dello stadio Franchi.

Se si parlano è un buon segno per il futuro del nuovo stadio, ma le incognite non mancano. E la soluzione del problema della nuova casa dove traslocare i mercati generali, sfrattati dal nuovo progetto della Fiorentina dall’area di Novoli, è tutt’altro che a portata di giorni.

 

Nell’ultima assemblea dei soci Mercafir, a giugno, il sindaco ha illustrato i tempi: entro ottobre dovrà essere trovato un terreno compatibile con le necessità del centro alimentare polivalente dove poter trasferire i mercati generali, altrimenti sarà scongelato il piano di risanamento di Mercafir che farà partire le ruspe per ristrutturare casa, demolendo anche il progetto di realizzare la cittadella viola a Novoli. Perché se è vero che è un bene che Unipol e Comune parlino, è anche vero che bisogna che s’intendano nella stessa lingua: mentre Palazzo Vecchio ha necessità di trovare al più presto una nuova sede per Mercafir, Unipol la manda per le lunghe. La società bolognese non ha alcuna intenzione di veder sfumare il potenziale patrimonio ereditato con le licenze a costruire e vuol conoscere dettagliatamente il futuro dello sviluppo della città a Nord Ovest, un piano integrato che comprenda la realizzazione del nuovo aeroporto, dell’inceneritore di Case Passerini, della seconda linea tramviaria, del nuovo svincolo autostradale. Soprattutto dell’aeroporto che prevede fasce di sicurezza e opere di mitigazione ambientale che potrebbero portar via – con esproprio – una fetta cospicua del patrimonio terriero di Unipol: anche più di 20 ettari.

La società bolognese è determinata a far valere i propri diritti maturati in ogni sede, anche per questo ha fatto ricorso al Tar anche contro la Regione e l’approvazione della variante del Pit che prevede la nuova pista parallela del Vespucci.

Nel frattempo Dario Nardella continua la ricerca del terreno altrove, fra i privati, sebbene l’area di Castello sia considerata quella ottimale per trasferire Mercafir. Anche lui ha capito che la trattativa con Unipol potrebbe richiedere tempi più lunghi rispetto alle scadenze ormai alle porte.

 

La fiducia di Nardella è salda ma per ora di concreto c’è un solido nulla per il futuro dei mercati generali e quindi del nuovo stadio: la Fiorentina a marzo, come termine ultimo, dovrà presentare il progetto definito a cui sta continuando a lavorare, studiando le bonifiche del terreno di Novoli.

Nel presentare il nuovo campo su cui giocherà la Fiorentina, il sindaco si mette avanti: parla dello stadio e dell’anno dei record per le manifestazioni anche extracalcistiche organizzate al Franchi. «Un luogo vissuto sempre più a 360 gradi e una conferma delle potenzialità in prospettiva». Una prospettiva per ora lontana.

 

Ilaria Ulivelli – La Nazione

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