Lirola contro Hernandez, Fiorentina-Milan è sfida fra i due esterni

Gruppo Fiorentina

VIDEO VN - Lirola: "Contento di essere a Firenze. Fisicamente sto bene, Gaetano mi deve una cena..."

Uno di fronte all’altro. Nel segno della potenza, della corsa e della velocità. Il duello tra Lirola e Theo Hernandez sarà uno dei più affascinanti del big match di sabato sera tra Fiorentina e Milan. Due motorini o meglio due pendolini. Infaticabili, inarrestabili.

Lo spagnolo, da quando è arrivato il maestro Iachini, ha iniziato a correre come ai tempi del Sassuolo e non si è più fermato. Emblematica la partita contro la Sampdoria. Pol è stato una spina nel fianco per la squadra blucerchiata. L’investimento estivo sta dando i suoi frutti. Era l’ora, potrebbe dire qualcuno. Con Montella, Lirola era il lontano parente del giocatore ammirato la scorsa stagione. Con Iachini, invece, si è sbloccato, come se, tutto a un tratto, avesse acceso la lampadina. Il gol all’Atalanta (riguardatevi lo stop: sembra facile, ma non lo è affatto) è stato un cioccolatino. Dalla gara di Coppa Italia contro la Dea le sue prestazioni sono andate in crescendo. Se era difficile farne a meno prima, figuriamoci adesso. Lirola è una colonna di questa giovane Fiorentina, vogliosa di tirarsi fuori dalle zone paludosi della classifica.

pol-lirola

Pol se la dovrà vedere con Theo Hernandez, non certo un avversario qualunque. Di “mestiere” fa il terzino sinistro, ma corre come un esterno. Quando parte, è difficile fermarlo. Basta vedere le discese contro Brescia (traversa) e Bologna all’ultimo minuto. Non ha solo corsa, ma anche potenza e un delizioso piede mancino. Non si spiegherebbero altrimenti i sei gol segnati in stagione, cinque in campionato e uno in Coppa Italia (è il capocannoniere del Milan). A proposito di Coppa Italia: nella semifinale di ritorno contro la Juventus sarà squalificato. Pioli e i tifosi rossoneri si mangiano le mani. Paolo Maldini ci ha visto lungo. A Ibiza in estate fu proprio l’ex numero tre a convincere il francese a sposare il progetto rossonero. A Milanello un terzino così mancava dai tempi di Serginho.

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