L’avvocato: “Contratti, scadenze e taglio degli stipendi: difficile che il campionato riprenda. Vi spiego”

L’avvocato: “Contratti, scadenze e taglio degli stipendi: difficile che il campionato riprenda. Vi spiego”

L’opinione dell’avvocato Mattia Alfano sulla difficile ripresa del campionato

di Redazione VN

Mattia Alfano, avvocato di Firenze, è intervenuto al Pentasport di Radio Bruno per analizzare la situazione contrattuale dei calciatori nel caso in cui la stagione attuale dovesse finire dopo il 30 giugno, giorno della naturale scadenza:

“Non esiste una soluzione fattibile, o il campionato finisce entro il 30 giugno oppure potrebbe non finire. Ci sono molti giocatori che chiudono il proprio rapporto contrattuale quel giorno e nello stesso momento ne iniziano uno con un’altra società, è il caso di Amrabat della Fiorentina ora al Verona. Per proseguire dopo quel giorno dovrebbe esserci unaccordo sottoscritto anche con la società in cui l’atleta si dovrebbe trasferire, ma non tutti i club sarebbero felici di rischiare di veder un proprio giocatore infortunarsi con un’altra squadra. Basta che una società dica di no e si creerebbe uno sproporzione fra chi potrebbe contare su questa possibilità e chi no. Viene semplificata troppo la vicenda. La Fifa dovrebbe prendere in mano la situazione e adottare una soluzione unica, in modo che ogni federazione si allinei. In Inghilterra si parla di contratti transitori, ma anche in questo caso serve il consenso delle due società. La soluzione va trovata ora, capisco che al momento sia un problema marginale, ma il rischio è di andare lunghi per prendere una decisione internazionale.
Le tv sospendono i pagamanti? Si naviga a vista ora, c’è una possibilità oggettiva per ragioni esterne di non continuare ma non credo che le possano, ma non sarà così semplice. La soluzione verosimile è un calendario molto concentrato per chiudere la stagione entro il 30 giugno, vorrebbe dire giocare dodici giornate ma si dovrebbe iniziare per tempo. I giocatori son persone che lavorano col proprio fisico, preservano la salute: sono i primi a volersi tutelare e andare in campo con il giusto allenamento alle spalle per non rischiare infortuni. Credo che l’unica soluzione è tirare una linea e ricominciare, speriamo serenamente, a settembre. Però se si vuole riprendere, le società devono essere tutte d’accordo e poi bisognerebbe sentire la Fifa. E dovrebbero essere d’accordo anche negli altri paesi perchè ci son giocatori in prestito in campionati stranieri e altri che son qui da altri campionati. Il problema non esiste per chi ha contratti pluriennali e per chi va in svincolo, si pone per chi vede coinvolti due club. Se anche la Figc decidesse di allungare i tempi, inciderebbe su un’altra società quindi dovrebbe essere questa a dare il proprio assenso a far giocare l’atleta, magari anche contro di sé nel caso in cui il calendario lo preveda. Credo che le società che contano a livello internazionale, come la Juve, abbiano dato un segnale. Il taglio degli stipendi è chiaro, significa che si son già dati una risposta: ovvero che il campionato non riprenderà.

“Stadio? Commisso ha ragione, bisogna creare. L’emergenza creerà alternative ai diritti tv”

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