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La lettera

Jacopo, giovane tifoso viola, ci scrive. “Nel calcio comandano i soldi”

Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images

Pubblichiamo questa lunga lettera-sfogo che Jacopo, giovane tifoso viola di Grosseto, ci ha fatto pervenire. C'è lo spirito di chi ama il calcio e lo vive con passione.

Redazione VN

Pubblichiamo volentieri questa lunga lettera-sfogo che Jacopo, giovane tifoso viola di Grosseto, ci ha fatto pervenire. C'è tutto lo spirito di chi ama il calcio e lo vive con passione, la passione per la nostra Fiorentina che lo sta un po' deludendo.

Innanzitutto mi presento, mi chiamo Jacopo, ho 22 anni, e ho il sangue viola che mi scorre nelle vene.  Non sono di Firenze ma di Grosseto, ma la distanza non ferma la mia passione per la Fiorentina.  Quando potevo, prima della pandemia, andavo allo stadio anche 7/8 volte all’anno, facendomi parecchi chilometri di macchina, ma d’altronde per amore si fa di tutto. Questi anni sono stati brutti, molto brutti. Considerando la mia giovane età, sono il punto più basso mai raggiunto dalla Fiorentina che io mi ricordi. 

Nonostante ciò non ho mai smesso di seguire ogni singola vicenda, ogni singola notizia che usciva (anche le più banali), ogni minuto giocato e - più in generale - ogni istante di Fiorentina. Si, le arrabbiature sono state tante, tante quante le volte in cui penso di aver detto “basta, non la seguo più, non mi posso dannare l’anima per il calcio”.  Eh, ma un conto è dirlo, un conto è farlo. 

E quindi si va avanti, magari con un occhio chiuso che fa finta di non vedere; magari guardando le partite a sprazzi, e cercare di spegnere la tv ogni volta che ti trovi sotto nel punteggio di 2/3 a 0, o semplicemente quando capisci che non è giornata. Sono uno dei pochi per non dire pochissimi  tra i miei amici a tifare la Fiorentina, ma questo mi fa anche capire quanto essere tifoso viola sia speciale:  Siamo malati di calcio, siamo romantici, siamo legati da un legame viscerale con la squadra e con quella maglia. 

È vero, siamo anche pretenziosi, ma perché sappiamo di meritare di più di quanto ci viene dato negli ultimi anni, ma nonostante ciò, nonostante tutto il brutto visto, siamo ancora tutti lì ad imbronciarci, a sbuffare, a lamentarsi, ma con una grande speranza nel cuore, quella di rivedere la luce in fondo al tunnel prima o poi. Purtroppo però, almeno per me, oggi le cose cambiano. E non cambiano perché le cose vanno semplicemente male. Ma per qualcosa di più. 

Cambiano perché il calcio purtroppo non è lo stesso di 20 anni fa e non è quello che (purtroppo) non ho avuto la fortuna di vedere.  Il calcio non è più quello dove ogni squadra di serie A dalla prima all’ultima della classifica ha almeno un giocatore che fa paura a tutti gli avversari. Il calcio non è più quello fatto dalle chiacchiere al bar, dagli scontri tra amici e dal tifo. Il calcio non è più romanticismo e attaccamento alla maglia, riconoscenza per un colore o per una tifoseria. Il calcio oggi è fatto di sporchi soldi, in mano ai potenti, che sono sempre quelle 3/4 squadre per campionato. Il calcio oggi è fatto di share televisivo, come Sanremo, e quindi l’equazione è semplice: più tifosi = più soldi. Purtroppo poi il calcio è fatto di giornalisti, che parlano parlano e per di più sparlano. Ma non solo. 

Ad oggi abbiamo tutti ben presente di quanto i procuratori comandino. Jorge Mendes, forse il più grande procuratore del mondo, si può permettere di prendere in mano una squadra e dettare le proprie regole: “Vuoi il mio allenatore? Allora compri questi 4-5 giocatori che gestisco io!”. Facile. Lui si prende le percentuali e si arricchisce sempre di più. Non sono dalla parte di Commisso, alla quale riesco a dare solo il titolo di buon “chiacchierone”. Ma a parole (e tra tanti ok) sono tutti bravi a promettere. La politica lo fa da decenni. 

I fatti sono quelli che contano. Purtroppo però, questa volta ci avevo creduto, e come me, penso tanti altri tifosi Viola. Un buon allenatore, giovane, discorsi su tanti buoni giocatori e pensavo “quest’anno ho proprio voglia di andare a Moena”. E invece starò a casa, a cercare di smaltire l’ennesima arrabbiatura, che ormai noi poveri tifosi viola siamo costretti ad avere anche durante le vacanze. Personalmente non è questo il calcio che mi piace. Quindi si, continuerò probabilmente a seguire il calcio, ma mai più con quella voglia e grinta con cui l’ho fatto fino ad oggi. Vi ringrazio grandi potenti, per riuscire a togliere la passione anche ad un ragazzo di 22 anni, cresciuto con la maglia viola sulle spalle, e in quello stadio ridotto a pezzi ad urlare l’inno di Narciso.Ma ricordatevi una cosa. A voi rimarranno solo tanti sporchi soldi in mano con cui non saprete neanche cosa farci, a noi invece rimarranno in mente i ricordi dello sport più bello del mondo che siete riusciti a distruggere. 

Cordiali saluti, un ragazzo tifoso viola.

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