In secondo piano

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Genova è colpita nel profondo dalla tragedia del Ponte Morandi, diviso intorno alle ore 11:50 di martedì dal crollo di una parte della carreggiata

di Giacomo Brunetti, @gia_brunetti

Risulta difficile parlare di calcio, ancora una volta. E sono nuovamente le parole del giorno dopo, le uniche possibili, purtroppo. Rimangono solamente il silenzio e il cordoglio, oltre alle analisi di coscienza e i soliti aridi dibattiti. Il mondo si è stretto intorno a Genova, dove la caduta di un blocco di carreggiata del Ponte Morandi ha dilaniato la popolazione e la fluidità della città.

Fin da subito è arrivata la vicinanza, anche del mondo fiorentino. Il cedimento dell’infrastruttura si è portata dietro numerose vittime e alcuni superstiti, come l’ex portiere del Cagliari Davide Capello – adesso Vigile del Fuoco nella Superba – che ammette di essere “vivo per miracolo”. La tragedia ha affranto anche l’ecosistema calcistico: le genovesi hanno espresso il loro dolore, il Genoa ha anche annullato l’allenamento poiché molti giocatori, per recarsi a Pegli, dovevano proprio utilizzare il ponte. Altri, come Criscito, lo avevano fatto pochi minuti prima.

C’è una regione a terra, che si è subito messa in moto per rialzarsi, dai soccorsi al potenziamento delle reti alternative, come treni e traghetti, sfruttando le proprie forze. Tra le polemiche “del poi”, a Firenze sono corsi i chiarimenti sulle strutture da rivisitare, come il ponte Vespucci, progettato dallo stesso ingegner Morandi, che è sotto osservazione e a settembre verrà consolidato alle fondamenta. Ma sono solamente analisi postume a ciò che è accaduto.

E anche la partita di domenica lascia il tempo che trova, al momento. Sampdoria e Fiorentina sono in attesa, hanno dato la propria disponibilità al rinvio, ma la decisione sarà appannaggio delle autorità e della Lega Calcio, che aspetta ulteriori sviluppi. Ferrero ne ha chiesto l’annullamento. Le problematiche, oltre a quelle di natura emotiva, sarebbero anche strategiche e organizzative: dagli spostamenti interni e ospiti fino all’impiego delle Forze dell’Ordine, massicciamente destinate alla zona della tragedia.

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