Ferrara scrive: “Mentalità vincente, l’ingrediente che manca alla Fiorentina per crescere”

Vi proponiamo una parte dell’articolo di Benedetto Ferrara su Repubblica Firenze

di Redazione VN

La banda di Pioli senza trofeo: ecco cosa manca per crescere“: è questo il titolo dell’articolo di Benedetto Ferrara pubblicato su Repubblica Firenze. Ve ne proponiamo una parte:

La domanda è: cosa serve per essere vincenti, oltre a un monte ingaggi superiore e giocatori di qualità? La risposta si chiama: mentalità, quella di chi si allena per vincere, gioca per vincere, vive per vincere. Siccome un po’ di sano realismo non deve mai mancare, è giusto specificare che non ci riferiamo a improbabili scudetti nell’immediato, anche perché quando la Fiorentina si è trovata clamorosamente in testa alla classifica c’è chi si è subito affrettato a nascondere il portafogli. Ma che ci si riferisca a una Coppa Italia ( una finale recente) o a una Coppa Europea ( due semifinali in pochi anni), la mentalità vincente la devi aver costruita nel tempo e fatta tua. Un marchio di fabbrica della società a cui tutti si devono adeguare. E la premessa è questa: nello spogliatoio della Fiorentina nessuno ha ancora vinto niente, se si escludono trofei giovanili, il più prezioso dei quali è il mondiale Under 20 ( non poca cosa) conquistato da Jordan Veretout con la sua Francia. È chiaro che sia così, vista la linea verde seguita dalla società. Ma poi? Perché un dubbio diventa inevitabile. Se hai un progetto giovani e poi sei costretto a vendere quelli forti per finanziare il mercato, quando crescerai? La risposta c’è, ed è abbastanza logica: il segreto è di avere la forza per tenere quelli davvero bravi almeno tre o quattro anni per fare in modo che crescano abbastanza per far diventare la squadra vincente.
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  1. Alan1971 - 2 anni fa

    Quando 2° in classifica alla fine del girone d’andata, con 3 difensori contati, compri Benalouane rotto alle 20.45 dell’ultimo giorno senza fargli fare le visite mediche….
    Quando sei senza terzino destro da 10 anni esatti (ultimo decente: Ujfalusi) e hai 2 prestiti (che mai riscatterai) titolari tutti gli anni…
    Quando vendi ogni giocatore buono che ti ritrovi, Cuadrado, Savic, Alonso, Bernardeschi, Valero, Ilicic, Kalinic e perdi l’ultimo fenomeno passato (casualmente) da qui (Salah) per una scrittura privata su un pezzo di tovagliolo…
    Quando smonti sistematicamente ogni gruppo alla scadenza di contratto (Pizarro, Gonzalo, Pasqual) per prendere ragazzi di 19 anni che prendono 1/5 degli altri…
    Quando abbassi il monte ingaggi da 54 mil a 37 in 2 anni…
    Quando hai un DS che per indovinare un Milenkovic o un Veretout deve prima prenderti Do Prado, Paolucci, Roccati, Brivio, Pazienza, Lobont, Bochu, D’Ambrosio, Guigou, Di Loreto, De Falco, Cortese, Turchetta, Del Sante, Lattanzio, Potenza, Mateo, Alex, Tagliani, Felipe, Reginaldo, Vanden Borre, Lupoli, Mazuch, Hable, Papa Waigo, Diakhatè, Bettoni, Fedi, Petri, Romizzi, Da Costa, Cacia, Comotto, zauri, Almiron, Gulan, Jefferson, Bonazzoli, Di Tacchio, Savio, Castillo, Felipe, Bolatti, Keirrison, Boruc, Maritato, Di Prete, Loureiro, Lepri, Salifu, Ashing, Aya, Bettoni, Campanharo, Giovannetti, Kharja, Lazzari, Munari, Santiago Silva, Tafi, Seferovic, Amauri, Cenciarelli, Zohore, Olivera, Dragowski, De Maio, Toledo, Diks, Cristoforo, Sanchez, Maxi Oliveira, Milic, Gaspar, Zekhnini…
    Quando perdi il regista della Nazionale croata vicecampione del mondo per 200 mila euro per prendere Norgaard… e un Piccini cresciuto nelle giovanili per ancora meno….
    Quando l’unico obiettivo è quello di creare plusvalenza per far entrare i soldi nel “comparto aziendale”, visto che la società in autofinanziamento totale non ne mette da anni….
    Quando hai i massimi dirigenti che di fronte alla manipolazione dei campionati invece di chiamare la GdF chiama Moggi….

    ….ebbene quando hai tutto questo, non c’entra una mazza la “mentalità vincente”.
    E’ come guardare la pagliuzza quando hai una trave in quel posto.
    E in ogni caso, se ‘entrasse la “mentalità vincente” non saremmo qui a cincischiare con un onesto mestierante come Pioli, a cui vogliamo tutti bene ma che con la “mentalità vincente” non c’entra proprio nulla.

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  2. violaebasta - 2 anni fa

    La mentalità vincente deve averla per primo la società, se non ce l’hanno loro come si può pretendere che ce l’abbia la squadra.

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  3. unial5_985 - 2 anni fa

    Questo è un discorso per persone normali che masticano un po’ di calcio da qualche anno. Se non investi, sei morto, calcisticamente parlando, e se non raccogli i frutti, dopo aver tanto seminato. è la stessa cosa. Peccato che dal prossimo mercato macherà una voce tanto cara “prestito con diritto di riscatto” per cui se hai soldi compri, altrimenti guardi chi compra. Ma una speranza, grandissima speranza ancora alberga in me, i DD.VV. venderanno la Fiorentina. Poi, sarà un’altra storia.

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    1. maurizio - 2 anni fa

      Si infatti…una volta usciti i della Valle sarà un altra storia…Lotta per non retrocedere…e felici i lenzolai…

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  4. rudy - 2 anni fa

    Se schieri in campionato un giocatore in palese ritardo di condizione, non so se mentale o fisica, al solo scopo di fargliela trovare difficilmente riesci a dare una mentalità vincente alla tua squadra. Pjaca la condizione la trovi durante la settimana con il duro lavoro quotidiano e in campo mando chi sta meglio di lui. Quando reputo che sia pronto gioca.

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