Empoli, l’adolescenza e gli anni delle speranze: Vincenzino torna a casa

Empoli, l’adolescenza e gli anni delle speranze: Vincenzino torna a casa

Domani Montella tornerà nella sua cittadina a caccia della prima vittoria della sua seconda gestione sulla panchina della Fiorentina

di Stefano Rossi, @StefanoRossi_

La prima casa lontana da casa. Empoli è stato e resterà sempre un luogo del cuore per Vincenzo Montella. La sua grande occasione nel mondo del calcio l’ha avuta lì, oltre trent’anni fa. Era il 1986 quando lasciò la famiglia in Campania per costruire la sua carriera di calciatore e poi da allenatore. Domani tornerà nella sua cittadina a caccia della prima vittoria della sua seconda gestione sulla panchina della Fiorentina. Una vittoria più utile per risollevare il morale piuttosto che la classifica, ormai irrimediabilmente anonima. Per l’Empoli sarà una gara decisiva, rosicchiare punti permetterebbe agli azzurri di restare in corso fino alla fine per la lotta salvezza. Tornare in provincia fa sempre un certo effetto all’Aeroplanino. Sì, perché gli fa tornare alla mente gli anni dei sacrifici e del lavoro per affermarsi. Intorno a lui però tutti avevano capito che quel talento meritava grandi opportunità. Quando venne aggregato alla formazione Primavera, spesso si allenava con la prima squadra durante la settimana. “Vai in campo e fammi divertire” gli diceva Vincenzo Montefusco, primo allenatore avuto tra i grandi. Giocava meno di metà partitella, i compagni lo osservavano incantati. Tra gli altri anche Nicola Caccia, oggi nel suo staff tecnico alla Fiorentina. Le origini napoletane comuni hanno contribuito a rinforzare il rapporto nato a suon di passaggi e gol. Il primo gruppetto che si formò nello spogliatoio era costituito da giocatori campani.

Come tutti i calciatori arrivati da fuori, a Empoli il giovane Vincenzo venne affidato ad una famiglia che lo accudiva e gli permetteva di completare gli studi. Un modo deciso dal club per non far sentir troppo la lontananza da casa. Il carattere forte ma introverso, deciso e sorridente di oggi è il frutto delle esperienze vissute. Alcune si sono presentate sotto forma di ostacoli alti che con perseveranza e determinazione è riuscito a superare. Come la frattura di tibia e perone, stagione finita dopo una manciata di partite. Era la stagione 1992-93. Superata questa, ebbe un’infezione virale con scompenso cardiaco. Il cuore si fermava cinque secondi, motivo per cui venne posto il veto all’idoneità sportiva. Montella si è messo tutto alle spalle, grazie alla forza che ha ricevuto dall’ambiente azzurro e dai suoi amici. L’atteggiamento del giovane esperto lo ha portato ad entrare presto nelle grazie dei veterani che lo accolsero come pupillo. Luciano Spalletti oggi allena l’Inter, Marcello Carli è l’autore dei successi del Cagliari. Furono loro i suoi amici nell’ultima parte dell’esperienza ad Empoli. Lo consigliavano in allenamento, evitavano che si distraesse fuori dal campo.

Da allenatore ha sfidato la sua ex squadra quando in panchina c’erano Maurizio Sarri e Giovanni Martusciello. Questa volta si troverà davanti Aurelio Andreazzoli che, nella breve esperienza sulla panchina della Roma, è stato suo collaboratore. Oggi sono sei anni esatti dall’ultima volta che si sono incrociati. A Firenze vinsero i giallorossi di Andreazzoli con gol di Osvaldo, la Fiorentina rallentò la corsa verso la Champions. Dopo tutto questo tempo è giunto il momento di un riscatto. Alla ricerca della prima vittoria viola senza dimenticare gli anni felici di Empoli che hanno reso tutto possibile.

Violanews consiglia

Montella: “A. Della Valle carico come non mai, credo nella proprietà. Chiesa non si è allenato”

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy