Da un tifoso: lettera aperta alla Fiorentina

Da un tifoso: lettera aperta alla Fiorentina

Riceviamo e pubblichiamo questa bella lettera aperta Cara Fiorentina, per chi come me è nato nel 1974, tifare per te e per il tuo splendido colore ha sempre significato passione …

di Redazione VN

Riceviamo e pubblichiamo questa bella lettera aperta

Cara Fiorentina,

per chi come me è nato nel 1974, tifare per te e per il tuo splendido colore ha sempre significato passione ed orgoglio.

Non ti parlo di vittorie che nel calcio di oggi è sempre più difficile conseguire per chi come te, non può vantare introit miliardari.

Non ti parlo di sacrifici perchè seguirti per l’Europa o bagnarmi di pioggia al Franchi, in curva, è sempre stata una gioia.

Non ti parlo di giocatori od allenatori, perchè nel variopinto rotolare di un pallone, i protagonisti di oggi sono le leggende o le macchiette di domani.

No, io ti parlo, o meglio vorrei parlarti, di appartenenza.

Si proprio quella che cantava Gaber, quel sentimento che sposta i monti e ferma i fiumi, nella magia di un rito collettivo che trova le sue radici nel passato e i suoi orizzonti in un sogno che a nessuno interessa sapere se mai diventerà reale.

Quello che Ci muove, Ci esalta e Ci trasforma, è il potersi sentire parte di Te.

Cantare il tuo inno all’ingresso dei giocatori, salutarsi tra estranei nelle vie di Siviglia, bersi compassionevoli un caffè con un gobbo che ha venduto l’anima per vincere,

trovare il mito nascosto tra l’incedere di Riganò a Rimini, e la corsa spensierata di Salah a Torino.

Già Salah, perchè da lui parte questa improvvisata ma genuina scrittura.

E non perchè Momo, improvvisamente, abbia scoperto che il Viola non dona ai suoi riccioli mediorentali.

Ma perchè mai nella tua Storia, hai considerato che il tuo futuro dipendesse da un solo ragazzo di 23 anni.

Perchè hai sempre saputo, che accanto a te c’erano migliaia di ragazzi di 23 anni, che ti avrebbero seguito e sostenuto.

L’umiliazione che non avevo provato nelle sconfitte, nel fallimento, nella retrocessione, nelle malefatte di Calciopoli, l’ho provata oggi quando ti ho sentito definire patetica e triste, e con stupore, rabbia e, appunto, umiliazione ho scoperto di averlo pensato anch’io.

E’ stata la debolezza di un momento, lo sconforto passeggero di chi ha già rinnovato l’abbonamento per l’anno prossimo, perchè dopo quasi vent’anni ci ricordiamo di un gol di Bressan, e non ho bisogno di Messi per amarti.

Però dalla Torre di Maratona sussurra a chi ti sta di fronte, che tu non puoi essere umiliata, perchè con te, si umiliano milioni di cuori, di oggi di ieri e di domani. Cuori viola che battono all’unisono incuranti delle vittorie o delle sconfitte sul verde del prato, ma che sanguinano dolorosamente quando ad essere ferito è il loro orgoglio.

Cara Fiorentina, fammi pentire di quel momento di delusione che oggi mi ha attraversato come una fitta e accoglimi di nuovo, come ogni anno, a vibrare commosso, perso dietro alle bizzare volute di un piccolo pezzo di cuoio.

Con affetto

Gianni

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