Benvenute in Paradiso, Cagliari e Fiorentina. Un solo obiettivo: infiltrarsi nei salotti buoni

Benvenute in Paradiso, Cagliari e Fiorentina. Un solo obiettivo: infiltrarsi nei salotti buoni

Cagliari e Fiorentina fra le prime otto in classifica. I sardi vogliono celebrare la propria storia, la Fiorentina non fa proclami ma osserva qualche big scivolare…

di Stefano Rossi, @StefanoRossi_

Se ci sono due sorprese in questo campionato, sono proprio Cagliari e Fiorentina. Inaspettate lassù in alto in classifica, determinate a rimanerci e a smentire ogni detrattore che hanno incontrato sulla loro via. Il progetto sardo ha cardini saldi, legati al proprio passato. Il presidente Giulini, in occasione del centenario dalla fondazione del club e dai cinquant’anni dallo storico scudetto, ha deciso di allestire una squadra competitiva per rosicchiare terreno alle concorrenti per l’Europa. E fin qui tutto sta andando bene, nonostante i precoci infortuni di Cragno e Pavoletti. Il direttore sportivo Carli, uno dei dirigenti più abili nel trovare talenti in tutt’Italia, ha adottato una strategia che apparteneva anche alla Fiorentina degli ultimi anni: vendere un talento per rinforzare la rosa. Con l’addio di Barella sono arrivati Simeone, Nainggolan, Nandez, Olsen e tutti coloro che stanno aiutando la squadra a stare lassù in classifica. Maran non si nasconde (LEGGI QUI), ma un occhio in alto lo butta anche perchè per lui è il momento della definitiva consacrazione.

La Fiorentina di proclami non ne ha fatti. E’ l’anno della rifondazione, degli esami: i giocatori vengono valutati in funzione di un ciclo che si aprirà realmente solo nel prossimo campionato. Ma con un Napoli allo sbando, il Milan avvitato su se stesso, forse un tentativo di imbucarsi sul treno per l’Europa si può fare. Anche senza renderlo di dominio pubblico, se non coi risultati. La tradizione viola è decisamente più nobile rispetto a quella dei sardi, finiti in Paradiso soltanto con il trionfo storico guidato dal grande campione Gigi Riva. Domenica alla Sardegna Arena la sfida sarà affascinante, fra due squadre che stanno prendendo consapevolezza dei propri mezzi. E delle proprie ambizioni. L’appetito, si sa, viene mangiando.

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