Arrivederci Moena, tra speranze e timori

Arrivederci Moena, tra speranze e timori

Il ritiro si chiude con un bilancio parziale sulla Fiorentina che verrà. Il fattore-Sousa e qualche giovane in rampa di lancio

di Redazione VN

Moena 2015 finisce qui. Domenica mattina la Fiorentina partirà per Verona e quindi alla volta degli Stati Uniti. L’appuntamento con la Val di Fassa è destinato a riprendere per (almeno) i prossimi due anni, sperando tra 12 mesi di essere reduci da un’altra stagione importante, come lo sono state quelle del triennio Montella, anche se tutto il caos di giugno lo ha fatto quasi dimenticare.

Il bilancio di queste due prime settimane di stagione non può che essere interlocutorio. La rosa con cui ha lavorato Paulo Sousa è – ci auguriamo – lontana da quella che si presenterà ai nastri di partenza del campionato e allora a prendersi la scena è stato soprattutto il tecnico portoghese. Di fatto l’unico volto nuovo della Fiorentina, insieme a Sepe arrivato negli ultimi giorni. E non è un caso che la presenza dei tifosi sia stata di gran lunga inferiore rispetto agli anni scorsi, con eccezione di questo weekend finale da tutto esaurito.

 

Le impressioni sul nuovo allenatore sono senz’altro positive. Tanto scrupoloso e puntiglioso negli allenamenti, quanto disponibile e alla mano con tifosi e giornalisti, Sousa ha fatto intravedere la sua idea di calcio. Fatta di grande aggressività e di estrema fluidità tattica. La riprova sarà però, ovviamente, quella del campo.

Anche per i giovani che hanno approfittato di questo ritiro per mettersi in mostra. Un nome su tutti il 16enne Diakhatè, che ha fisico, tecnica e personalità (ma che ovviamente è ancora un po’ acerbo). Non è più di primo pelo, invece, Ahmed Hegazi, una delle sorprese di Moena, con un futuro adesso sempre più probabile nella Fiorentina. Forse, addirittura, nel nuovo ruolo di mediano. Di tutto il resto c’era poco da scoprire e di cui sorprendersi, in assenza di nuovi acquisti. Purtroppo neppure un Mario Gomez apparso ancora goffo e titubante sotto porta, con una cessione sempre più probabile. La chiusura, in tutti i sensi, non può che essere per Pepito Rossi: se davvero tornerà ad essere un protagonista importante di questa Fiorentina, allora questo ritiro di Moena sarà stato da ricordare.

 

 

Da Moena – SIMONE BARGELLINI e STEFANO NICCOLI

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