Anche contro lo Slovan Liberec, Badelj ha confermato di attraversare un periodo no. Le voci di mercato sul suo conto danno fastidio, anche se in Repubblica Ceca il centrocampo a tre non lo ha aiutato

Il centrocampo a tre, insieme alla difesa a quattro, è stata la principale novità tattica operata da Paulo Sousa nella partita contro lo Slovan Liberec (LEGGI LA NOSTRA ANALISI). A costruire il gioco, o a provarci per lo meno, ci ha pensato Badelj, schierato nella stessa posizione occupata da Pizarro fino a pochi anni fa.

Anche contro la modesta squadra ceca, il croato ha confermato di attraversare un periodo di appannamento. Non a caso è stato il peggiore per la stampa. Già da qualche settimana l’ex Amburgo è spaesato, lontano dai suoi standard abituali, lento, scolastico, poco aggressivo e dinamico e in difficoltà nel dettare i tempi della manovra. Un momento di affanno può capitare a qualsiasi calciatore, ma non c’è dubbio che le voci di mercato non aiutano Milan a rendere al meglio. E a proposito di Milan: il club rossonero lo ha da tempo messo nel mirino, ancor di più dopo l’infortunio occorso a Montolivo. Secondo i piani tattici di Montella, sarebbe proprio Badelj, invece che Fabregas, il sostituto ideale dell’ex viola. Probabilmente il Diavolo ci riproverà a gennaio per il classe 1989, nei confronti del quale alcuni tifosi della Fiorentina sembrano aver perso la pazienza. Se si è creato questo scenario, la colpa è anche dell’agente chiacchierone Dejan Joksimovic, personaggio che non gode della simpatia di Pantaleo Corvino (per conferma: guardare il video qui sotto).

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Al momento Badelj è l’ombra di se stesso, ma può “godere” di un alibi tattico, se ci concentriamo alla gara contro lo Slovan. Il croato è stato impiegato come regista basso in un centrocampo a tre, “alla Pizarro”. Non è quello il suo ruolo perché rende meglio in una mediana a due, insieme ad un altro frangiflutti. I tifosi vorrebbero vedere Cristoforo al suo posto, ma Sousa ha parlato chiaro qualche settimana fa: l’uruguaiano non è l’alternativa del numero cinque viola. A Milan il compito di rialzarsi.

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