Schwarz e la sua Fiorentina: “Bati la nostra sicurezza, Ranieri il migliore. Cecchi Gori ci regalò 24 Audi”

Schwarz e la sua Fiorentina: “Bati la nostra sicurezza, Ranieri il migliore. Cecchi Gori ci regalò 24 Audi”

Lo svedese racconta i suoi tre anni di Fiorentina

di Redazione VN

Intervistato dal portale svedese SportBladet, l’ex viola Stefan Schwarz ripercorre la sua parabola con la maglia della Fiorentina. Tre anni di soddisfazioni e aneddoti, a partire dal ricordo di Cecchi Gori: “Era speciale, e diversissimo da suo padre. Vittorio era impulsivo e la sua passione lo ha portato ad azioni ed investimenti sbagliati. Spesso quando segnavamo saliva sulla balaustra e rimaneva lì come un gladiatore. E’ stato un presidente generoso, e quando vincevamo scendeva negli spogliatoi ed era più felice di noi calciatori. Pochi giorni dopo la Supercoppa del ’96 trovammo appese ventiquattro chiavi di Audi agli armadietti. E quando c’era da rinnovare i contratti, sapevamo che l’importante era attendere finché non accettava le nostre richieste”.

Su Ranieri: “Me ne aveva parlato il mio connazionale Jonas Thern che lo aveva avuto a Napoli, è stato l’allenatore migliore che abbia mai avuto”.

E in squadra c’erano due stelle come Batistuta e Rui Costa: “Due stelle, poi venivamo noi mestieranti che abbiamo mantenuto un buon livello e contribuito a sfruttare le loro capacità in attacco. Batistuta era un capitano fantastico: non importava se eri un giocatore di spicco o un giovane appena arrivato. Ha sempre protetto la squadra dal primo all’ultimo, aveva una personalità molto grande ma allo stesso tempo era una persona semplice e con valori sani. Con lui i compagni si sentivano al sicuro, perché sapevano che avrebbe segnato uno o due gol a partita. E anche se riceveva offerte da tanti club, non voleva andarsene e sapevea che il presidente non lo avrebbe mai lasciato partire. Insieme ad Antognoni è il simbolo di tutta la città”.

Su Firenze: “E’ una città unica, piena di posti storici e piena di cultura. Lì in calcio (storico n.d.r.) si pratica dal XVI secolo e sono tutti competenti. Il calcio a Firenze è una cosa seria, l’ho imparato subito. Per me è stato un privilegio vivere e giocare a Firenze”.

 

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  1. batigol222 - 5 mesi fa

    “Pochi giorni dopo la Supercoppa del ’96 trovammo appese ventiquattro chiavi di Audi agli armadietti”

    Quando si dice che il calcio è cambiato, adesso se ai giocatori gli fai trovare le chiavi della Audi attaccate all’armadietto si potrebbero seriamente offendere

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