De Sisti ricorda: “Partita del secolo, ma che errori della Germania… Volevamo fidanzarci con Rivera

Il vicecampione 1970 e una semifinale che rimane nella Storia

di Redazione VN

Giancarlo De Sisti, storico capitano del secondo scudetto della Fiorentina, ha rilasciato una intervista alla testata giornalistica GliEroidelCalcio.com, specializzata nella storia del calcio e del collezionismo al calcio legato.
Di seguito alcune sue dichiarazioni…

Loro (la Germania, ndr) hanno detto che attaccavano? In quel momento erano undici tedeschi nella loro metà campo, abbiamo ribattuto il calcio d’inizio, Boninsegna-Rivera, io a Facchetti, palla a Boninsegna che ha galoppato sulla sinistra e ha crossato. Maier dovrebbe spiegarmi come fa Rivera che ha seguito l’azione a trovarsi da solo all’altezza del dischetto del rigore. Come fa…! Questi sono errori enormi, non centra nulla il fatto di giocare di rimessa. Loro erano schierati. Queste sono le ragioni della nostra vittoria finale.

Il computo delle emozioni era stato così elevato e così intenso che era riscontrabile in poche altre circostanze. Ci sono state due partite, una nei primi 92 minuti di gara, un’altra nei successivi trenta. In questa seconda frazione la questione tattica si era persa, era saltata. Era più la forza nervosa ad imporsi insieme all’energia di una Nazionale composta da gente che conosceva il valore del sacrificio, di quella mentalità del “guadagnarsi il pane momento dopo momento”. Eravamo i figli di una generazione che aveva fatto la guerra e noi stessi eravamo nati tra il ’38 e il ’44, quindi non in una situazione di benessere. Eravamo abituati al senso del sacrificio, al lavoro e al sudore. Avevamo la capacità di stringere i denti, valori che arrivavano appunto dai nostri genitori
Rivera “butta” la palla dentro …. È fatta?
In una partita che era andata in quel modo c’era da aspettarsi di tutto. Ma la gioia è stata incontenibile, una gioia “quasi a volersi fidanzare con Rivera”… eravamo a 10 minuti dalla fine… un momento di estasi personale e collettiva. Pensammo: “Ora ci mettiamo tutti dietro e non passano più”. Ovviamente una cosa è dirlo e una cosa farlo… davanti avevamo giocatori quali Overath, Beckenbauer e Muller ma anche Schnellinger, tutti in avanti insomma.”

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