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Riganò a VN: “Vlahovic, faccenda personale. Meglio i fischi dell’indifferenza”

Riganò a VN: “Vlahovic, faccenda personale. Meglio i fischi dell’indifferenza”

Abbiamo intervistato Christian Riganò: l'ex bomber viola, decisivo nell'ultimo Venezia-Fiorentina, ci ha spiegato come la pensa su Vlahovic

Paolo Poggianti

In vista di Venezia-Fiorentina, abbiamo contattato in esclusiva Christian Riganò. L'indimenticato bomber viola fu grande protagonista negli ultimi due incroci coi lagunari. Doppio confronto risalente alla stagione sportiva 2003/04, nella quale la Fiorentina disputava il campionato di Serie B. "Riga-gol" trovò la via della rete sia all'andata al Franchi (1-1 il risultato) che nella vittoria per 2-0 maturata al "Penzo". Una partita, l'ultima giocata dai viola a Venezia, in cui Riganò fu autentico mattatore. Oltre al goal del raddoppio, servì l'assist per il vantaggio di Vryzas e gli venne annullata un'altra rete. Quei 4 punti totali furono decisivi per i viola per raggiungere il 6° posto che servì per disputare il play off col Perugia, valevole per la Serie A. Il Venezia, invece, rischiò seriamente la retrocessione e si salvò al play out sul Bari.

Riganò si ricorda di quelle partite giocate in maglia viola, contro il Venezia?

Come no? Le ricordo bene. Giocavamo in Serie B. Segnai sia all'andata a Firenze, su rigore, che al ritorno al "Penzo", di testa. Quelle partite fanno parte dei bei ricordi vissuti con la maglia viola indosso.

Venendo all'attualità, come vede la trasferta dei gigliati, attesi lunedì "in laguna"?

Il Venezia, in queste prime sette giornate, ha dimostrato di poter stare in Serie A. La squadra di Zanetti se la gioca con tutti a viso aperto. Detto questo, sono fiducioso nella Fiorentina perché ha dimostrato di avere un gioco. Italiano ha trasmesso alla squadra quello che le era mancato negli ultimi anni: un'identità. I giocatori hanno le idee chiare in campo e questo si vede. Ce la siamo giocata con tutti, sin qui, anche quando è arrivata una sconfitta. La Fiorentina è scesa in campo per vincere in tutte le partite disputate.

Mi dà il suo giudizio sulla vicenda che riguarda il mancato rinnovo di Dusan Vlahovic?

A suo modo di vedere questa situazione può influire nello spogliatoio?

Non influisce nello spogliatoio. Sono faccende personali che non avranno ripercussioni sul suo rendimento, così mi auguro. È un professionista e come tale deve fare ciò per cui è pagato. Ha un contratto in essere, finché gioca nella Fiorentina dovrà mettersi al servizio di Italiano e della maglia viola. Ai miei tempi era diverso e si poteva incorrere anche in qualche tipo di sanzione da parte della società. Il calcio adesso è cambiato ed è giusto che entrambe le parti si adeguino alla situazione attuale.

Che cosa si aspetta invece da parte della tifoseria viola?

Anche qui sono stato frainteso. Non ho detto che merita i fischi, né invitato i tifosi viola a fischiare il proprio centravanti. Se dichiari pubblicamente il tuo amore verso Firenze e poi rifiuti il rinnovo, non puoi stupirti di un'eventuale reazione di questo tipo. È stato Vlahovic a fare quelle dichiarazioni, nessuno gli ha messo le parole in bocca. I fischi li abbiamo presi tutti dagli spalti, me compreso, anche a Firenze. Reputo normale che una tifoseria delusa, a fronte di questi messaggi d'amore traditi, possa reagire in questo modo. Sarebbe senza dubbio meglio che avere l'indifferenza da parte del pubblico viola. Può starci, fa parte del gioco e va accettato come tale. È il calcio a funzionare così, né più né meno.

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