L’estate del nostro scontento

L’estate del nostro scontento

David Guetta commenta per Violanews il momento della Fiorentina

di Redazione VN

di DAVID GUETTA

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Estate, andiamo, è tempo di mugugni. Quante volte negli ultimi quarant’anni siamo stati davvero contenti ad un mese dal campionato? Tralasciamo Zagano, Riccairelli e Bruzzone, su cui è stata fatta fin troppa letteratura, e andiamo sulle “Fiorentine” vere.

Beh, quella del 1981 fu un’estate memorabile, c’era il profumo della grande squadra che stava per nascere, ma già dodici mesi dopo eravamo tutti a storcere i l naso perché erano arrivati “solo” Passarella, Pin e Patrizio Sala, anche se avevamo in pratica due mesi prima vinto lo scudetto rubato a Cagliari.

Non sempre però va bene quando ci sono le attese troppo forti ed è un po’ come nella vita: grandi aspettative, grandi delusioni.

Vedi per esempio alla voce Socrates, nel 1984, o peggio ancora nella memorabile presentazione condotta dal super laziale Enrico Montesano nel 1992, con Baiano, Laudrup, Effenmberg, Di Mauro, Carnasciali e altri ancora.

Tutto questo non per addolcire la pillola di una campagna acquisti abbastanza inspiegabile (e infatti mai spiegata sul piano comunicativo), ma solo per ricordare che poi, quando il pallone comincia davvero a rotolare l’animo fanciullino che alberga in ogni tifoso torna a fare capolino e si dimentica ad un minuto dal fischio di inizio di Milinkovic, Neto e compagnia cantante.

E magari, se passiamo in vantaggio contro il Milan, non ci ricordiamo neanche più di quale nazionalità sia Salah…

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