Le nostre prime volte: Fiorentina a un passo dalla rimonta, nell’anno della rincorsa

Le nostre prime volte: Fiorentina a un passo dalla rimonta, nell’anno della rincorsa

Fiorentina-Inter 2-3, stagione 2006/2007

di Federico Targetti, @fedetarge

Comincia oggi “Le nostre prime volte”, il racconto, realizzato ogni volta da un diverso redattore, della prima partita della Fiorentina di cui ha ricordo. In questo modo potrete riportare alla mente partite magari non epiche come il 4-2 alla Juventus o la vittoria di Wembley, ma comunque significative, e viverle con gli occhi di chi le considera speciali. Non solo, potrete prendere la parola (la penna, in questo caso) anche voi: basterà inviare all’indirizzo mail redazione@violanews.com il racconto della prima partita della Viola che ricordate bene, e, se sarà ben scritto, allora verrà pubblicato.
Perché tifare Fiorentina è un orgoglio… e, diciamocelo, la prima volta non si scorda mai!

 

Il primo appuntamento con la nostra nuova rubrica lo abbiamo affidato al suo ideatore: Federico, classe 1997 (no, non si tratta di Chiesa), che fa parte della nostra redazione da marzo 2019.

Il 2006 è un anno che gli appassionati ricordano molto bene. L’Italia campione del mondo dopo lo scandalo di Calciopoli aveva restituito lustro e credibilità al pallone, e fra i tanti che avevano seguito con crescente interesse la cavalcata degli uomini di Marcello Lippi c’ero anch’io, un marmocchio di nove anni che aveva appena abbandonato la pallacanestro per la strana tendenza a colpire la palla con i piedi. Forse era il cosmo che mi suggeriva qualcosa, ma ancora non lo avevo capito; per fortuna Pirlo e compagni mi avevano fornito l’ispirazione giusta. E così, mentre muovevo i miei primi sgangherati passi con i tacchetti sotto i piedi, la Fiorentina ospitava l’Inter nella prima giornata del campionato di Serie A 2006/2007, il 9 settembre.

A casa mia, non c’è neanche bisogno di dirlo, tutti pronti a sostenere la Viola, penalizzata di ben 19 punti e impegnata contro la grande favorita per il titolo. La serata era stata resa ancora più intensa dal ricordo del grande Giacinto Facchetti, scomparso pochi giorni prima: la curva gigliata scrisse “Si ammaina un’altra bandiera di un calcio di un’altra era. Ciao Giacinto”.

Pronti via, subito Fiorentina, con Mutu che scattava sul filo del fuorigioco e costringeva il grande ex Toldo ad un’uscita avventurosa con i piedi. Da lì in poi, però, solo la squadra di Mancini, a tratti inarrestabile e fisicamente inarrivabile: Crespo-Ibrahimovic in campo e Cruz e Adriano in panchina erano fuori categoria per la Serie A di allora, e dietro di loro Luis Figo regalava gli ultimi bagliori di una carriera scintillante. Proprio i tre giocatori nerazzurri più talentuosi avevano permesso a Cambiasso di realizzare una doppietta, una rete di sinistro dopo una combinazione con lo svedese e il Valdanito, e una appoggiando in rete un cioccolatino di Figo, con Frey che non riuscì a respingere. Le conclusioni da fuori di Mutu non creavano, intanto, troppi problemi a Toldo. Sarebbe potuta finire in tragedia, perché al quarto d’ora della ripresa Ibrahimovic aveva fatto 0-3 segnando il primo di una lunga serie di gol con il Biscione, ma a quel punto venne fuori la squadra che tempo dopo avrei imparato ad amare: Luca Toni, autore di ben 31 reti l’anno precedente, si ricordò di essere campione del mondo, e la coppia Cordoba-Samuel (Materazzi, che poteva confrontarsi con Toni in altezza, era uscito) non ci capì più nulla, soccombendo a due capocciate dell’ariete modenese ben servito da Mutu e Reginaldo. Mister Prandelli spinse alla ricerca della rimonta, tutto il pubblico del Franchi trattenne il fiato quando Reginaldo scappò via alla difesa costringendo Toldo ad uscire per proteggere il risultato. Finì 2-3, e sebbene, da bambino qual ero, fossi affascinato dalla squadra più forte, rimasi comunque colpito dalla grinta della Fiorentina e dalla spinta collettiva generata dai suoi tifosi.

“Ci sono poche squadre in grado di mettere in difficoltà l’Inter di Mancini; una di queste è senz’altro la Fiorentina” (Fabio Caressa, in sede di presentazione della gara di ritorno a San Siro)

Inoltre, quella Fiorentina fece un campionato di altissimo livello: i punti di penalizzazione vennero ridotti da 19 a 15, e la squadra chiuse sesta, con 58 punti che all’atto pratico sarebbero stati 73 e avrebbero significato terzo posto a due punti dalla Roma seconda, con conseguente qualificazione alla Champions League. Poco male: la musichetta della massima competizione europea sarebbe arrivata a Firenze un paio d’anni dopo. Erano gli anni della coppia Gamberini-Dainelli, di Seba Frey tra i pali, di Toni, Mutu, Pazzini e Jorgensen, di Santana e delle meteore che davano comunque modo ai tifosi di animare le mattinate al bar. Do Prado, un ti s’è mai adoprado… Era una gran bella Fiorentina, e mi piace ricordarmela anche così. Battuta, ma non domata.

Federico

FIORENTINA: Frey; Ujfalusi (70′ Potenza), Dainelli, Gamberini, Pasqual; Blasi, Donadel, Liverani (53′ Montolivo), Gobbi (53′ Reginaldo); Mutu, Toni. All.: Prandelli.

INTER: Toldo; Maicon, Cordoba, Materazzi (53′ Samuel), Zanetti; Figo, Vieira (76′ Stankovic), Dacourt, Cambiasso (84′ Grosso); Ibrahimovic, Crespo. All.: Mancini. 

Arbitro: Rosetti di Torino.

Marcatori: 11′, 41′ Cambiasso, 61′ Ibrahimovic, 68′, 79′ Toni.

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  1. plcapi - 3 mesi fa

    E,soprattutto, mi ricordo che dopo il 2-3 ogni contrasto a centrocampo ce lo fischiavano contro, non ci fecero più avvicinare all’area interista (hai visto mai?)

    Rispondi Mi piace Non mi piace

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