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Il commento

La partita di Polverosi: sconfitta dolorosa, ma la Fiorentina piace (difesa a parte)

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Il commento a fine gara di Alberto Polverosi in esclusiva per Violanews.com

Alberto Polverosi

Dentro la sconfitta di Reggio Emilia, per il modo in cui è maturata e per la qualità espressa dalla Fiorentina, c’è qualcosa di positivo. Il primo gol italiano di Arthur Cabral, tanto per cominciare; la reazione di testa, di gamba e di tecnica dopo l’espulsione di Bonaventura; la crescita di Castrovilli; l’iniziativa di Ikoné; in generale la conferma del buon livello tecnico della squadra. C’è però anche qualcosa da correggere: l’espulsione di Bonaventura, la decima di questa stagione, è assurda. Vero, assurda era anche l’ammonizione di Prontera per un tocco di mano involontario, ma quella reazione no, non va bene, soprattutto da parte di un giocatore con quella esperienza. Poi la difesa: all’ultimo secondo, Berardi era libero per crossare e Martinez Quarta si è staccato da Defrel nell’attimo decisivo. La sconfitta alla fine è un peccato, la Fiorentina poteva tranquillamente pareggiare, ma il gioco ancora una volta è stato convincente.

GIOCO E PALLE-GOL. Il primo tempo di Sassuolo-Fiorentina è stato il festival delle occasioni e del bel gioco. Una palla-gol di qua, una di là, senza pensare, senza perdere tempo a coprire, difendere, speculare. Sassuolo e Fiorentina hanno fatto 45 minuti di spettacolo, chiusi con un gol di vantaggio per gli emiliani, ma potevano finire in pari o anche col vantaggio dei viola. La squadra di Dionisi ha colpito sapendo dove colpire, alle spalle della linea difensiva che Italiano vuole sempre molto alta. E’ quello il suo principio base, incurante se talvolta (come è successo in questo caso) gli avversari se ne approfittano. Il lancio di Kyriakopoulos ha pizzicato Odriozola assai più avanti (e non più indietro, come in una difesa normale) di Traorè, poi l’ex empolese (e quasi ex viola) è passato in mezzo allo stesso Odriozola e a Martinez Quarta spostando in un attimo la palla dal destro al sinistro al destro prima di piazzarla sul palo lontano.

RITMI VERTIGINOSI. Non hanno mai smesso di attaccare né l’una né l’altra squadra. Alla fine del primo tempo si sono contati 10 tiri a 8 per il Sassuolo (4 a 3 nello specchio), una traversa di Traoré, tre palle-gol per gli emiliani (questa di Traoré, Frattesi e Raspadori), quattro palle-gol per i viola (due volte Ikoné, poi Biraghi e Maleh), due parate decisive di Consigli, altrettante di Dragowski. Le uniche concessioni di Italiano al pensiero della Juve di mercoledì prossimo erano state le panchine iniziali di Gonzalez e Bonaventura, al loro posto aveva messo Ikoné, alla seconda da titolare, e Maleh.

IL DIFETTO VIOLA. Proprio il francese ha avuto le occasioni migliori nel primo tempo, ma come capita anche a Gonzalez sotto porta ha confermato i suoi limiti. Alla Fiorentina continuano a mancare i gol degli esterni, non le possibilità. Ben controllato Piatek, la squadra di Italiano attaccava con forza, insistenza e qualità soprattutto sulla destra, con la spinta di Odriozola (meglio, molto meglio, in attacco che in difesa: male sul gol e in ritardo sul colpo di testa finito sulla traversa di Traoré, non proprio un gigante) e la velocità di Ikoné. Più coinvolto del solito, e soprattutto più preciso negli appoggi, Castrovilli, più in ombra invece Sottil. Mancava Torreira e anche se Italiano è sempre più convinto di Amrabat come vice regista, l’interpretazione del ruolo del marocchino non può essere la stessa. Lanciava più spesso Quarta di Amrabat.

IL TRIPLICE CAMBIO. Grazie al gol di vantaggio, il Sassuolo nella ripresa avrebbe potuto sfruttare lo spazio che inevitabilmente lasciava la Fiorentina. Che però ha preso l’iniziativa attaccando ancora a buon ritmo. Il suo palleggio restava di buona qualità. Dopo un’ora, Italiano ha fatto tre cambi, due in attacco con Saponara e Cabral per Sottil e Piatek, uno a centrocampo con Bonaventura per Maleh. La Fiorentina non ha mai abbassato il suo livello tecnico, anzi. Castrovilli era sempre più intraprendente e il Sassuolo piano piano si rintanava sempre di più. A un quarto d’ora dalla fine Italiano ha aumentato il peso offensivo inserendo Nico Gonzalez al posto di Amrabat. Con Bonaventura e Castrovilli a centrocampo, la Fiorentina è passata al 4-2-3-1 con Gonzalez alle spalle di Cabral.

I NERVI DI BONAVENTURA. Mentre la Fiorentina stava spingendo il Sassuolo sempre più dietro, Bonaventura controllando Berardi ha toccato la palla con la mano e il fragile Prontera l’ha ammonito. Non era il primo errore per l’arbitro bolognese, uno dei prodotti di una gestione deludentissima, ma Bonaventura ha alzato la voce per protestare e Prontera l’ha espulso. Decima espulsione della stagione viola. Era già successo che con un uomo in meno la Fiorentina aveva dato dimostrazione del suo carattere e del suo gioco e così è accaduto anche a Reggio Emilia quando un bel cross di Saponara è stato deviato in rete da Cabral. Uomo-assist e uomo-gol, le intuizioni di Italiano, ma Dionisi non è stato da meno. Mancavano pochi minuti alla fine, c’era da difendere un fantastico pareggio, ma il Sassuolo ha segnato ancora sfruttando la disattenzione della difesa viola: cross di Berardi, gol di Defrel, anche lui entrato da poco. Le panchine decidono sempre di più.

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