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La partita di Polverosi – La Fiorentina lotta ma non convince. Le scelte di Italiano…

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Per Alberto Polverosi è una Fiorentina che lotta ma non conclude. Qualche dubbio sulle scelte di Italiano.

Alberto Polverosi

La Fiorentina non ha perso la qualificazione alla finale a Torino, ma all’andata, al Franchi. La sconfitta, ampiamente immeritata, ha spinto Italiano a spostare la squadra tutta in attacco, con scelte troppo offensive e di poco equilibrio. Ha sperato che la sfida restasse sul campo della tecnica, ma non ha fatto i conti con la difesa di una ex grande che ora ha tutto della provinciale. La Juve si è tirata tutta dietro, lasciando la palla ai viola (69 per cento al 95'), ha chiuso con la difesa a cinque e ha sfruttato l’ampio spazio lasciato dalla squadra di Italiano. Morale: contropiede 2, possesso palla 0. Applausi comunque ai viola che si sono battuti fino all’ultimo secondo, creando poco, è vero, ma non era facile contro una squadra che certo non è arrossita mentre si difendeva. E’ la Juve di questa stagione, la Fiorentina lo sapeva bene visto come erano andate le due gare in campionato e l’andata in Coppa Italia. In 270 minuti, più i recuperi, i viola non sono riusciti a fare un gol ai bianconeri, eppure li avrebbero meritati.

LE SCELTE. Quando si dice le scelte a sorpresa. Italiano ne fa due a sorpresa: Ikoné mezz’ala (con Saponara esterno sinistro) e Dragowski al posto di Terracciano. Il polacco non è titolare dal 26 febbraio. Sul primo gol sono i due protagonisti negativi: Ikoné perde la palla (gliela soffia Rabiot) nell’azione che porta la Juve a ribaltare il gioco; Dragowski la fa ancora più grossa, uscendo male (non sfiora nemmeno il pallone) sul cross di Morata, poi il colpo di testa di Biraghi, il controllo e il gol di Bernardeschi. Già, Bernardeschi. E’ la scelta a sorpresa (o quasi) di Allegri che porta Dybala in panchina e mette dentro l’ex viola sulla fascia destra.

CONTROPIEDE JUVENTUS. Italiano vuole tutto e subito. Alla fine capiremo che vuole troppo, pretende troppo. Il solito 4-3-3 si arricchisce di un altro attaccante, Ikoné, che sta dalla parte di Rabiot e non c’è mai quando deve difendere. Nel ruolo di mezz’ala, l’ex Lilla ha giocato in tutto 21 minuti (entrando nel secondo tempo prima contro la Lazio e poi a La Spezia) da quando è arrivato a Firenze. Quel posto non è casa sua. Un assetto così sbilanciato favorisce il contropiede della Juventus, contropiede che si scatena con le progressioni di Morata e Vlahovic, affrontati senza altro appoggio difensivo da Martinez Quarta (bene fino al 2-0) e Igor. La partenza però è incoraggiante per la squadra di Italiano che dopo 4 minuti potrebbe già segnare col suo capocannoniere Torreira: sulla linea di porta respinge incredibilmente Cabral ed è pure in fuorigioco, così il guardalinee alza la bandierina e non c’è neppure bisogno dell’intervento del Var che dovrebbe valutare il precedentecontatto fra Gonzalez e Perin.

POSSESSO VIOLA. La Fiorentina tiene palla (al 45' tocca il 67 per cento) ma non sfonda. Per quanto crea (non molto come pericoli reali), si scopre troppo e alla Juve va bene così. Non avendo centrocampisti di costruzione (mancano Arthur e Locatelli), deve per forza lanciare le due punte in profondità. E’ questa la ragione per cui le scelte, sia tecniche chetattiche, di Italiano non convincono. Vlahovic parte la prima volta in contropiede al 13' e Dragowski respinge il suo diagonale di sinistro, la seconda volta al 29' e ancora Dragowski devia il suo pallonetto, prima che il guardalinee alzi la bandierina per il fuorigioco, ma la posizione è dubbia. In mezzo alle due azioni c’è una possibilità anche per Morata, però Martinez Quarta è molto attento (come in tutta la partita) e risolve una delicata situazione. Dopo il gol di Bernardeschi, la Fiorentina si riprende nel finale del primo tempo quando Saponara porta via la palla a De Sciglio, la consegna a Cabral che centra i guantoni di Perin.

FUORI TORREIRA. L’uruguayano ha preso una botta al ginocchio e nell’intervallo resta negli spogliatoi per far entrare Amrabat. La ripresa inizia con la pressione sempre più forte della Fiorentina che palleggia quasi ai bordi dell’area bianconera. Un colpo di testa di Martinez Quarta, deviato da De Ligt, porta a una parata d’istinto di Perin. Ma, come la pressione viola aumenta, così accade anche per lo spazio del contropiede juventino: Vlahovic tocca per l’inserimento di Zakaria (Duncan è in ritardo) e botta sul palo esterno. Dopo un’ora di partita, Italiano prova con Sottil al posto di Saponara. Il possesso palla dei viola continua ad aumentare, ora sfiora il 70 per cento, la Juve è tutta dietro e non lascia spazio per le conclusioni della Fiorentina.

CALLEJON TERZINO. Cambia anche Allegri, togliendo Morata per Dybala e a 20' dalla fine Italiano rende ancora più sostanzioso il suo personale festival delle sorprese: fuori Venuti, dentro Callejon terzino. Non passano 20 secondi e Callejon in area di rigore non sa come marcare Rabiot che segna il 2-0. Per sua fortuna, il Var pizzica il fuorigioco del francese.

DOPPIO CENTRAVANTI. La scelta finale di Italiano è il doppio centravanti, Piatek davanti a Cabral, più Maleh per Duncan. E’ una squadra ultra offensiva, restano due soli centrocampisti, Amrabat e lo stesso Maleh, con Gonzalez e Sottil sugli esterni, più Callejon terzino. Modulo 4-2-3-1, la Fiorentina continua ad attaccare, la Juve a difendersi e Allegri non ci pensa due volte ad alzare ancora di più il muro mettendo dentro anche Chiellini e schierando la difesa a cinque. Le ultime tre possibilità dei viola sono un colpo di testa di Cabral uscito fuori, un piazzato troppo debole di Amrabat e un sinistro di Sottil respinto da Perin con un ginocchio. Al 4' di recupero Danilo, su tocco di un altro ex viola, Cuadrado, chiude i conti col 2-0.

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