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La Fiorentina e la corsa in Europa. Il paragone con le sue rivali

GERMOGLI PH: 05 SETTEMBRE 2021 MONTELUPO UNA FESTA PER IL CALCIO E PER MONTELUPO PRESENTAZIONE DEL LIBRO SCRITTO DA ALBERTO POLVEROSI E CARLO FONTANELLI © TOMMASO GASPERINI / FOTOCRONACHE GERMOGLI

La Fiorentina sembra essere sempre più il lotta per un piazzamento in Europa. L'analisi delle potenziali rivali.

Alberto Polverosi

La Fiorentina è al quinto posto in classifica, insieme alla Juventus. Ventisette punti in 16 giornate, ne mancano tre alla fine del girone d’andata quando sarà legittimo, e forse perfino doveroso, fissare un obiettivo finale. La Fiorentina può andare in Champions, in Europa o in Conference League? Se evitiamo di spingerci fino alla Champions, oggi un sogno non tanto per la distanza dalla quarta in classifica, l’Atalanta, più su di 7 punti, ma per la differente struttura d’organico fra quello viola e quello del prime quattro, si può più ragionevolmente soffermarsi sulle tre posizioni, quinta, sesta ed eventualmente settima, che portano all’Europa League o alla Conference. In Europa League vanno la quinta in classifica e la vincitrice della Coppa Italia, in Conference va la sesta, ma, come nel caso della Roma di questa stagione, va la settima se la Coppa Italia sarà conquistata da una delle prime 6 del campionato.

La domanda è semplice: la Fiorentina può conquistare l’accesso a una di queste due Coppe? Cerchiamo una risposta attraverso un raffronto con le sue dirette rivali che ora sono Juventus (27 punti), Roma e Lazio (25) e anche Bologna (24), Verona ed Empoli (23).

JUVENTUS

Arriva da due vittorie facili a Salerno e col Genoa, ma il suo momento storico è terribile. Sul piano dell’immagine è forse il punto più basso della sua storia insieme al periodo di calciopoli, però all’epoca aveva almeno una grande forza economica, ora non proprio. La Juve deve arrivare in Champions per salvare non la sua stagione ma la sua società. L’infortunio di Chiesa toglie molto all’attacco di Allegri. Sul piano del gioco, meglio la Fiorentina; sul piano dell’abitudine... europea, meglio la Juve.

LAZIO

Un giorno è grande Lazio, il giorno dopo è piccola Lazio. Anzi, cambia pure fra un tempo e l’altro come è successo a Marassi contro la Samp. La qualità di alcuni suoi interpreti (Milinkovic, Luis Alberto, Immobile, a cui si aggiunge il Pedro di questa strabiliante stagione) è fuori discussione, ma il processo di ristrutturazione tattica di Sarri è assai distante dalla sua conclusione. Italiano, a Firenze, ha fatto molto più in fretta.

ROMA

Come la Lazio, è una squadra inaffidabile. Era partita a mille, per poi rallentare e frenare di brutto. Segna poco (appena 24 gol, solo la Juventus, con 22, e il Bologna, con 23, hanno una quota realizzativa peggiore fra le prime 12 della classifica), non ha una difesa di ferro e, anche sul piano del carattere, il contributo di Mourinho è stato finora irrilevante. La Fiorentina ha un’idea di gioco, la Roma no.

BOLOGNA

Sta facendo bene, però nel recente scontro diretto si è vista chiaramente una differenza tecnica a favore della Fiorentina. Arnautovic è il suo giocatore migliore, ma non è Vlahovic, e sugli esterni non ha un’ala come Nico Gonzalez.

VERONA e EMPOLI

Possiamo unirle sotto la scontata definizione di squadre rivelazioni. Giocano un calcio diverso, aggressivo quello di Tudor, più tecnico quello di Andreazzoli, ma anche se stanno bene (l’Empoli ha fatto 7 punti nelle ultime 3 partite, rimontando prima con la Fiorentina e poi con l’Udinese, a conferma di un carattere forte) non sembrano dotate di una struttura adatta alla lotta per l’Europa.

In definitiva la risposta è sì: la Fiorentina può lottare per entrare in una delle due coppe. Anzi, sarebbe un delitto se non ci pensasse.

 

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