Foscarini a VN: “Possesso palla e 4-3-1-2, vi presento il Cittadella. Chiesa? L’avrei ceduto”

Foscarini a VN: “Possesso palla e 4-3-1-2, vi presento il Cittadella. Chiesa? L’avrei ceduto”

La Fiorentina deve rialzare la testa. Stasera al Franchi arriva il Cittadella, quarto in Serie B. Abbiamo intervistato Claudio Foscarini, ex allenatore della squadra veneta

di Stefano Niccoli, @stefanoniccoli3

O la va o la spacca. La Fiorentina deve rialzare la testa dopo tre sconfitte consecutive in campionato. Rientra in scena la Coppa Italia. Questa sera al Franchi arriva il Cittadella, quarto in classifica, ma con gli stessi punti della seconda, 22. Per conoscere meglio la squadra allenata da Roberto Venturato, Violanews.com ha intervistato Claudio Foscarini, ex allenatore della formazione veneta.
COPPA ITALIA: IL PROGRAMMA

Il Cittadella ha iniziato questa stagione con due ko. Sul piano psicologico ha pesato la sconfitta nella finale play off di Serie B contro il Verona. Non è facile ripartire. La squadra, però, è ripartita bene perché ha basi solide. Roberto Venturato, l’allenatore, è al quinto anno al Cittadella.

Da un punto di vista tattico che squadra è il Cittadella? Faccia anche qualche nome.

Il Cittadella gioca da tanti anni con il 4-3-1-2 con playmaker e trequartista. A volta cambia i giocatori, ma non l’assetto tattico. Il Cittadella gioca sempre un calcio propositivo, per fare risultato, indipendente che sia in casa o in trasferta. Non sempre si vede questo atteggiamento in Serie B. Penso che sarà così anche contro la Fiorentina. Il Cittadella ha una difesa solida. Alberto Paleari è stato il miglior portiere della scorsa Serie B e si sta confermando ad alti livelli anche in questa stagione. In alcune partite è stato determinante. E’ un pilastro della squadra, penso che avrà un futuro importante. Davanti al reparto arretrato c’è Manuel Iori, 37 anni. E’ il giocatore che detta i tempi. A sinistra la grande spinta viene da Amedeo Benedetti, terzino molto bravo. In attacco la punta di diamante è Davide Diaw. E’ un giocatore molto temibile. Se attacca gli spazi, è devastante. In questa stagione ha segnato otto gol: sei in campionato, due in Coppa Italia. Al di là dei singoli, il Cittadella è una squadra ben organizzata nelle due fasi.

Il Cittadella si troverà di fronte una Fiorentina in piena crisi. Che idea si è fatto della squadra viola?

Parlo prima della proprietà. Mi sembra abbia idee molto chiare e progetti, sulla carta, interessanti. Per quanto riguarda la squadra, pensavo che con il modulo con Ribery e Chiesa in attacco la Fiorentina potesse trovare continuità fino a diventare una rivelazione del campionato, ma così non è stato. Al di là degli infortuni, è necessario chiarire la situazione di alcuni giocatori. Penso a Federico Chiesa e ai suoi mal di pancia. A volte piccole turbative possono ingrandirsi e mettere in difficoltà lo spogliatoio. E poi la Fiorentina ha bisogno di trovare continuità. Anche nella stessa partita ha alti e bassi. E’ giovane, deve crescere, ma serve farlo subito. La classifica non è male, nonostante qualche sconfitta, ma la Fiorentina deve riprendersi al più presto perché la situazione potrebbe peggiorare.  Mi sembra che manchi un’identità tattica ben definita.

Ha citato Federico Chiesa: cosa ne pensa di questo caso? Enrico ha aperto al rinnovo di contratto.

E’ logico che una nuova proprietà voglia dare un segnale forte. La conferma di Chiesa è stata doverosa. Capisco il ragionamento della proprietà, ma quando un giocatore è richiesto, lo lascerei andar via. Si creano malumori che condizionano l’ambiente. E’ positivo il fatto che ci sia un’apertura al rinnovo del contratto, per di più in un momento negativo come questo. Vuol dire che il giocare vuol dare una mano alla squadra e alla società.

Vincenzo Montella è a rischio. Le gare contro Cittadella e Torino sono un bivio. La nuova società ha fatto bene a confermarlo?

Se l’hanno confermato, vuol dire che hanno fatto le loro valutazioni. Evidentemente Montella si è meritato la fiducia della nuova proprietà. E’ normale che sia in bilico, fa parte del gioco. Non mi focalizzerei, però, sulle tre sconfitte consecutive, ma sul lavoro quotidiano. Bisogna vedere se la squadra cresce, se c’è unità d’intenti e se l’allenatore ha in mano lo spogliatoio. Se si vede la via d’uscita da questo momento di difficoltà, non cambierei il tecnico.

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