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Un Gallo salva Toro. Un anno fa il no di Cairo, ma Belotti è davvero sfumato?

Photo by Paolo Bruno/Getty Images

La Fiorentina l'anno scorso ha provato a portare Belotti a Firenze, ma senza riuscirci. Vederlo in maglia viola sarebbe stato affascinante. Operazione difficile anche adesso, ma se Pradè ci riprovasse?

Stefano Niccoli

Avrebbe potuto indossare la maglia viola. Oggi, invece, la casacca sarà ancora di color granata. La Fiorentina ci ha provato, ma il colpo è rimasto in canna. Ve lo abbiamo raccontato il 2 aprile scorso. Alla fine di agosto 2019 i dirigenti gigliati cercarono di convincere Urbano Cairo a cedere Andrea Belotti. Niente da fare. Porta sbattuta in faccia a Pradè e Barone. Anche perché il club piemontese non avrebbe avuto tempo per sostituire il Gallo.

Mossa azzeccata, quella del presidente granata, perché se il Torino si salverà - difficile, specialmente dopo la vittoria contro il Genoa, pensare il contrario -, sarà per merito proprio di Belotti. Non un fenomeno, ma pur sempre il titolare della nazionale italiana insieme a Ciro Immobile. Un giocatore, l'ex Palermo, capace di mascherare spesso i difetti della squadra allenata da Mazzarri prima, da Longo poi, partita con ambizioni europee, ma ritrovatasi a lottare per non retrocedere. Ma in grado, soprattutto, di segnare con una regolarità impressionante. In gol per sette incontri consecutivi, contro la Fiorentina proverà a stabilire un record importante per la storia granata: timbrare il cartellino per otto match di seguito, impresa riuscita solo a Franco Ossola nella stagione 1947-48, una vita fa. L'ultimo gioiello, il sedicesimo in stagione, è di giovedì contro il Genoa: cavalcata e sventola all'incrocio dei pali. Senza dimenticare l'assist per il 2-0 di Lukic.

I tifosi lo adorano, ma - viste le sue qualità - sostengono che dovrebbe giocare in palcoscenici più prestigiosi e non nella "cairese" (chi scrive, vi giura che ha visto questo termine sui social). Il nome del Gallo è stato accostato alla Fiorentina anche nelle ultime settimane, ma difficilmente Cairo se ne libererà. Sarebbe stato (o sarebbe?) affascinante vederlo a Firenze. E se Pradè ci riprovasse?

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