Omicidio Ciro Esposito: “De Santis non sparò per legittima difesa”

La Cassazione ha aggravato la posizione di Daniele De Santis, che ferì a morte Ciro Esposito il 3 maggio del 2014

di Redazione VN

Daniele De Santis, condannato a 16 anni per la morte del tifoso del Napoli Ciro Esposito, non sparò per legittima difesa ma mirò ad altezza d’uomo. “Da un lato, De Santis aveva provocato la situazione di pericolo. Dall’altro aveva assunto una reazione non proporzionata all’offesa. Pur potendo puntare l’arma o sparare in aria, non l’aveva fatto e risulta avere esploso colpi ad altezza d’uomo (cinque in rapida successione) dei quali quattro andarono a segno”. È questa la motivazione della sentenza della Cassazione con cui il 25 settembre scorso ha condannato a 16 anni l’ultras della Roma per l’omicidio di Ciro Esposito, morto circa un mese gli scontri avvenuti il 3 maggio 2014 prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina. (Gazzetta.it)

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