Mareggini: “Antognoni deve stare a stretto contatto con la squadra, sarebbe come un acquisto”

Mareggini: “Antognoni deve stare a stretto contatto con la squadra, sarebbe come un acquisto”

“Per la Fiorentina sarebbe sufficiente tornare a vincere qualcosa per tornare a vivere una serata come quella del 1996, dopo la vittoria della Coppa Italia con l’Atalanta”

di Redazione VN

L’ex viola Gianmatteo Mareggini ha parlato così a Radio Blu: “Nel 90-91 Landucci ebbe un infortunio e per di più non giocava sereno anche per come terminò la stagione precedente, con la sconfitta in Coppa Uefa. In quella stagione aveva il fiato sul collo. Questo mi ha beneficiato e io mi sono fatto trovare pronto, davo il 150% a prescindere che giocassi o no.

La partita con la Juve del 91? Diciamo subito che era un’annata complicata, eravamo una squadra in trasformazione, c’erano delle difficoltà di assestamento anche a livello societario. Al di là di questo, quella partita fu una consacrazione, ci furono tante emozioni quel giorno. Il rigore? Penso che Baggio non abbia voluto tirarlo per rispetto verso Firenze, ad appena un anno dall’addio. De Agostini era il rigorista titolare della Juve, grazie a dei filmati io e l’allenatore dei portieri Bardin studiammo bene De Agostini, mentre Baggio sarebbe stato indecifrabile. Ero pronto mentalmente e muscolarmente per buttarmi sulla mia sinistra.

Per la Fiorentina sarebbe sufficiente tornare a vincere qualcosa per tornare a vivere una serata come quella del 1996, dopo la vittoria della Coppa Italia con l’Atalanta.

La partita di Wembley? Tutti si ricordano del gol di Batistuta e della parata di Toldo su Kanu, ma io vorrei sottolineare la prestazione di Rossitto. Fu soprannominato l’eroe di Wembley.

Antognoni? Tanti momenti mi legano a lui. Legava la squadra con la società, faceva da punto di riferimento. Con lui i giocatori sentivano sempre la società accanto a loro. Lo farei stare a contatto con la squadra, sarebbe uguale ad un acquisto.

Chi consiglio alla Fiorentina? Parlo più che altro di portieri. Ci sono tanti portieri giovani e bravi, bisogna avere il coraggio di farli giocare, basta guardare Donnarumma”.

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