Dragowski, Hagi e una vecchia regola del calcio: lezione recepita (speriamo)

Dragowski, Hagi e una vecchia regola del calcio: lezione recepita (speriamo)

Storie diverse ma con un denominatore comune…

di Alessio Crociani, @AlessioCrociani

Alzi la mano chi si aspettava un Bartłomiej Dragowski ai livelli di ieri sera. E non è finita qua, perché gli 8 in pagella per la prestazione capolavoro contro l’Atalanta sono solo la punta dell’iceberg del suo percorso di crescita portato avanti dal suo arrivo in azzurro. Qualcosa, evidentemente, deve essere cambiato rispetto ai disastri della scorsa stagione contro Lazio e Milan… Ci sono voluti due anni e mezzo di panchine per capire che un calciatore giovane, tanto più se portiere, ha bisogno di giocare. Non solo per maturare, ma anche per rendere nell’immediato e capirne il reale potenziale. E’ questa l’unica discriminante alla base della svolta di Dragowski, che ha certamente ancora molto da imparare ma che finalmente trasmette la sensazione di potersi affermare a buoni livelli.

La stessa lezione, ad esempio, si ricava osservando da lontano lo sviluppo di Ianis Hagi, un altro che a Firenze è rimasto troppo tempo tra le riserve. E’ bastata un po’ di continuità in campo per accendere su di lui le attenzioni di Galatasaray, Girone e pure della Roma. Anche lui, come Dragowski, deve ancora dimostrare tutto lontano dalla madrepatria, ma la crescita del ragazzo rispetto ad un anno fa è innegabile. Storie diverse (non fosse altro perché il polacco a differenza di Hagi è ancora di proprietà della Fiorentina) con protagonisti due ragazzi – ci teniamo a sottolinearlo di nuovo – che non sono già dei fenomeni per qualche prestazione sopra le righe. Il denominatore comune è una vecchia regola del calcio: i giovani vanno fatti giocare. Che sia in casa o altrove, in prestito.

10 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. pamarell_193 - 8 mesi fa

    Certo che se Hagi lo segue il Girone… Vabbè, meglio dell’Albereta!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. damci - 8 mesi fa

    Azzardo timidamente che forse bucchioni e gli altri infamatori di Corvino non hanno tanta ragione se la squadra ha triplicato il valore d’acquisto(fonte trasfermarkt),gli investimenti per la primavera hanno prodotto la vittoria in coppa Italia e la quasi sicura partecipazione alla fase finale per lo scudetto,e se si considera che si sta parlando di almeno tre promozioni in prima squadra,aggiungo l’ottimo e promettente comportamento di Castrovilli,Ranieri ed ora anche Sottil in serie b,di Cerofolini e Pinto in serie c.Il tutto con investimenti e stipendi forzatamente limitati.E’ poi vero che la prima squadra non ha prodotto risultati buoni,ma,forse su quelli ha pesato l’errore maggiore di Corvino:Simeone e gli errori di preparazione fisica e di ostinazione di Pioli;io credo che con un centravanti accettabile almeno sette od otto pareggi sarebbero diventati vittorie e con quindici punti in più saremmo ancora in corsa per la champion e di sicuro in coppa uefa.Io ragiono così,prendo atto degli errori,ma devo riconoscere anche i meriti.Ora sparatemi pure a vista.Aggiungo che mi piacerebbe sapere se l’autonomia di Hagi è sempre di un quarto d’ora a partita,che era il suo limite in mezzo a qualche colpo di gran classe,soprattutto nei tiri da fermo.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. barbutoviola - 8 mesi fa

    Vi rammento che sia l’uno che l’altro hanno rifiutato il trasferimento in prestito in serie B, negando ognuno a se stesso la possibilità di giocare con continuità. Dopo le prestazioni in prima squadra Dragowski non poteva essere preso in considerazione per essere il nostro portiere titolare. Per quanto riguarda Hagi forse poteva essere provato con più continuità ma la sua dimensione era comunque quella di una serie minore.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. pamarell_193 - 8 mesi fa

      Senti, intenditore de noantri, se Hagi finisce in un top club torni qui e chiedi scusa a tutti, giusto?

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. barbutoviola - 8 mesi fa

        Caro pamarell_193, cito da sopra: “…ma la sua dimensione ERA comunque quella di una serie minore.” Il verbo è al passato, sto parlando di quello che ha dimostrato quando era qui. Se ne hai, porta argomenti che smentiscono questa affermazione. Cosa ‘sarà’ (verbo al futuro) io non lo so, quello che sta facendo ora in Romania è di buon auspicio (per lui), ma non è mica Messi, eh.

        Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. bianco - 8 mesi fa

    Quindi se il Drago è forte il merito sarà di chi l’ha comprato o no

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. ale campi - 8 mesi fa

      Lo stesso che ha comprato Lafont ….
      2 giovani ma può giocare con continiutà 1 soltanto …..

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. Ghibellino viola - 8 mesi fa

        Insomma, povero corvino, sbaglia anche se ci azzecca

        Rispondi Mi piace Non mi piace
        1. bianco - 8 mesi fa

          Due bravi è meglio che uno o no

          Rispondi Mi piace Non mi piace
    2. vecchio briga - 8 mesi fa

      Per carità. Poi sei a metà classifica da tre anni e il discorso cambia.

      Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy