Agnelli fa discutere: “È giusto che un club come l’Atalanta possa andare in Champions?”

Agnelli fa discutere: “È giusto che un club come l’Atalanta possa andare in Champions?”

Andrea Agnelli, presidente della Juventus, ha parlato a margine del FT Business of Football Summit di Londra

di Redazione VN

Le parole di Andrea Agnelli raccolte da calcioefinanza.it:

Oggi ci sono posizioni dominanti, dei grandi mercati e delle grandi leghe. Magari si può mantenere il proprio livello internazionale con una determinata posizione minima in classifica, ci sono molti modi. Si può discutere sul fatto che solo perché sei in un grande paese devi avere accesso automatico alle competizioni. Ho grande rispetto per quello che sta facendo l’Atalanta, ma senza storia internazionale e con una grande prestazione sportiva ha avuto accesso diretto alla massima competizione europea per club. È giusto o no? Penso alla Roma, negli ultimi anni ha contribuito a mantenere il ranking italiano. Tuttavia dopo aver avuto una brutta stagione è fuori, con quello che ne consegue a livello economico. Bisogna anche proteggere gli investimenti e i costi.

 

Lo scenario: un solo contagiato in Serie A potrebbe far saltare tutto il campionato

 

 

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  1. Tagliagobbi - 4 mesi fa

    Dichiarazioni vergognose. A questo punto, per quanto mi stia sul caxxo l’Atalanta, mi piacerebbe una finale di Coppa dei Campioni Atalanta-gobbidimelma 3-0…

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  2. click - 4 mesi fa

    Agnelli vuole la Champions con accesso chiuso. Una superlega per clubs blasonati. Per assurdo, potrebbe fare il gioco di Rocco. In fondo la Fiorentina è quel club italiano che vanta la prima finale e il secondo posto (e sappiamo come andó).
    Ma senza uno stadio certificato … ci toccherebbe giocare … a Torino? Guardate Bergamo, l’Atalanta non ci gioca, va a San Siro (in attesa di finire con i lavori di adeguamento). Stadio a parte, la superlega è una soluzione per i top clubs. Non dice nulla, ma la dice lunga, sulla Serie A: un fardello per Agnelli. Con questa gente non avremo mai una serie A libera ed equa, e con un piano di sviluppo economico e sportivo. Il calcio è business-oligopolista bellezza, noi siamo dei romantici, outcasts, o outsiders. I ricchi fanno così, è dura per un ricco rinunciare anche ad un soldo. Che te lo dico a fare, la chiamate Mafia, ma si chiama Elite, circolo esclusivo, oligopolio, ecc. Purtroppo non è un reato, è un modus operandi. L’unico modo giusto per distruggere questa logica è eliminare la legge Bolkan, introdurre i salary cap, rivefere il FFP ecc ecc. Forse solo dal paese di Albione potrà partire la riforma. Da noi, no. Agnelli ha già parlato … da snob.

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    1. Labaroviola72 - 4 mesi fa

      La chiami Elite ma si dice Bilderberg

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  3. simuan - 4 mesi fa

    …boia che cervelli in quella famiglia…

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  4. Labaroviola72 - 4 mesi fa

    La domanda giusta e’: perche’ certa gente non e’ ancora in gale₹@?
    Vergognoso.

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  5. chenco - 4 mesi fa

    Le società di calcio possono passare di mano. Se gli investimenti vanno male, ci rimetti del tuo finchè puoi, poi vendi. Oppure fallisci. Succede. Solo per loro non può succedere?

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  6. BVLGARO - 4 mesi fa

    da radiare dopo queste dichiarazioni lesive nei confronti dell’Atalanta. come ho sempre affermato la mafia nel calcio è una realtà. questa gente fa peggio di Moggi. arroganti, intimidatori, sfuttano la loro potenza per dettare legge. schifo

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  7. dallapadella - 4 mesi fa

    Quando Agnelli difende il suo orticello, la sua società ok posso capirlo. Ognuno lo fa.
    Ma con certe esternazioni dimostra di essere antisportivo e di voler sbarrare la strada al nuovo, al merito, alla diversità.

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  8. Bobbe.. - 4 mesi fa

    A me sembra più sveglio Lapo di lui…

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    1. Violaceo - 4 mesi fa

      Accidenti al meglio

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  9. magicdolc_8322107 - 4 mesi fa

    Ma questo pensa di essere onnipotente?Di poter dettare leggi e dire ciò che vuole,senza che gli venga detto nulla???Questo è il presidente che si “vanta ” di aver vinto scudetti sul campo..anche quelli revocati e non riconosce il gioco dell’Atalanta sul campo???Per quanto mi possa rimanere antipatico Gasperini,bisogna riconosce il valore del gioco….Detto questo,quello che abbiamo sempre pensato sulle loro ruberie,mi sa che queste frasi lo confermano…..

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  10. Claudio50 - 4 mesi fa

    Bravo, grande idea molto intelligente e sopratutto di una sportivita’ incredibile, come dire che contano solo loro…ma faff……

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  11. alexz - 4 mesi fa

    Vi fa specie che vogliano istituzionalizzare le “caste” nel calcio, ma non vi frega una mazza che le caste esistano oramai da anni nella ns società. Per questo, se non sarà oggi, prima o poi la sua “casta” la spunterà.

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  12. batigol222 - 4 mesi fa

    Altro che arrogante, questo è di fori!
    A questo punto facciamo direttamente la classifica a inizio anno: la juventus è prima, l’inter o il napoli seconda ecc… Atalanta w fiorentina 6-7 posto come storicamente e via dicendo. La Champions la vince sempre il Real e via. Che si perde tempo a fare a giocare, poi si rischia di non tutelare gli investimenti con i risultati sul campo.
    Come? L’atalanta gioca meglio della juve? No no, atalanta fuori dalla Champions, che ci fa

    Con tutto che gasperini non lo posso vedere come molti

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  13. paonet - 4 mesi fa

    Con quel ragionamento a cog… è come dire che siccome ci metto i soldi allora devo andare in champions. Estendendo il concetto tanto vale che tu la compri una champions, tanto ‘un siete boni a vincela

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    1. dallapadella - 4 mesi fa

      In effetti c’ha messo una vagonata di soldi. Per gli stipendi di CR, rabiot e ramsey rischia il pignoramento dello stadio ahahah

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  14. CippoViola - 4 mesi fa

    “È giusto che un club di ladri possa andare in Champions?”

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  15. Antonino - 4 mesi fa

    Si può dire:ARROGANTE?

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  16. Violaceo - 4 mesi fa

    Invece voi , ladri conclamati e collusi con l’andrangheta è giusto che continuate a dettare legge

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    1. franco 52 - 4 mesi fa

      Questo signore ultimamente ha strane idee, prima se ne infischia del coronavirus e vuole salvaguardare il risultato economico al botteghino, poi si lamenta del risultato sportivo altrui ottenuto sul campo.

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      1. Labaroviola72 - 4 mesi fa

        Solo ultimate?

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  17. Tato - 4 mesi fa

    L’Atalanta sarà senza storia, ma si è guadagnata sul campo l’accesso alla Champions. E in questo momento, gioca molto meglio della sua juve, che fa ridere i polli. Poi a Torino, hanno sempre sbandierato il fatto, di essersi guadagnati sul campo le loro vittorie. Questo principio vale solo per loro?. Arroganza allo stato puro.

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  18. gibstudi_9758289 - 4 mesi fa

    La morte del calcio inteso come sport……

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  19. paolotesi965 - 4 mesi fa

    Ma perchè la rubentus che ci sta a fare…. che ogni anno viene eleiminata , e se vuole vincere deve rubare …. ed in europa non sono in italia…

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  20. mauro1949 - 4 mesi fa

    Mi meraviglio che qualcuno non avesse capito che LO SPORT COL CALCIO ITALIANO non c’entra nulla

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  21. Claudio58 - 4 mesi fa

    Siamo al delirio!
    Obiettivo solo la super lega europea che gli è stata già bocciata…
    Questo lo spirito sportivo di questi personaggi… Se si voleva una conferma…

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    1. batigol222 - 4 mesi fa

      Ma magari la facessero! Almeno si levano di c** e lasciano giocare le squadre vere

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  22. woyzeck - 4 mesi fa

    Scusate ragazzi, ma non è che Agnelli sia stupido, sa benissimo cosa sta dicendo, è quello che sta dicendo ad essere abominevole! Ci sta dicendo che vuole essere tutelato nei sui investimenti a prescindere dal merito sportivo, proprio e degli altri! Pretenderebbe uno status quo a prescindere per i più ricchi e un’altro per i più poveri! Sta gettando le basi per un sistema aberrante che andrebbe a negare alla radice tutto quello su cui si basa la nostra etica sportiva, la libera concorrenza e la competitività basata solo e soltanto sulla meritocrazia! È ALLUCINANTE!

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    1. Lilloneviola - 4 mesi fa

      un sarà neanche stupido, ma l’espressione che ha nella foto gli rende perfettamente merito…

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    2. BVLGARO - 4 mesi fa

      in poche parole hai centrato il problema. il tutto è vomitevole

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  23. Johan Ingvarson - 4 mesi fa

    Vedo che il concetto espresso da Agnelli ha sollevato un vespaio.
    Personalmente sono d’accordo con lui, ma solo in parte.
    Intendiamoci: alla fine stiamo parlando di calcio, quindi uno sport, dove il merito sportivo deve essere tutelato. Su questo non ci piove. Se l’Atalanta, o domani il Poggibonsi, si guadagna sul campo di andare a giocare la Champions, è sacrosanto che la giochi, così come è giusto che parta con le stesse chance ad inizio stagione di qualsiasi altra squadra di serie A.
    Però… c’è un però, che Agnelli ha evidenziato giustamente: il calcio oggi non è più solo uno sport, il calcio oggi è un business. Le squadre di calcio sono come aziende, danno lavoro a migliaia di persone (tra calciatori, addetti ai campi, magazzinieri, staff medico, staff tecnico, e così via) e investono tantissimi soldi per ottenere un ritorno economico, che sia di profitto o d’immagine. Molte di loro sono addirittura quotate in borsa, con un giro d’azioni anche piuttosto imponente a volte. Sminuire, o svilire, questa parte sull’altare dello sport non è solo un atteggiamento sbagliato, ma è anacronistico oggigiorno. Un’azienda che investe milioni di euro vorrà, giustamente, delle assicurazioni che quell’investimento che non vada perduto. Se la Roma investe, come dice Agnelli, tantissimi soldi per andare in Champions, e poi in Champions non ci va, quell’investimento è perduto, ed è molto difficile recuperarlo. Quale business può, nel lungo periodo, sopravvivere con quest’incertezza sulle modalità di guadagno? Lo stesso sport americano, tanto agognato in Europa per la sua presunta imparzialità, ha trovato una soluzione nelle Leghe chiuse, che sono tutto tranne che sportive. Quello che dice Agnelli può sembrare poco sportivo, ma purtroppo è una realtà con cui bisogna fare i conti. Il calcio oggigiorno è un business, non solo uno sport, e si dovrà trovare un modo per trovare un equilibrio tra la componente economica e quella sportiva in futuro. Piaccia o meno, ma la strada è quella, e indietro non si torna.

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    1. sempreforzaviola - 4 mesi fa

      Scusami ma non sono d’accordo, proprio perché è diventato un business se sbagli gli investimenti non ottieni risultati e fallisci, una qualunque società commerciale o industriale che sia se sbaglia un investimento importante perde soldi, perché non dovrebbe essere così per una società di calcio?
      Se la Fiat mette in commercio una macchina che non riesce a vendere deve essere tutelata dalla Confindustria?

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      1. Johan Ingvarson - 4 mesi fa

        Sì, ma il calcio ha una componente aleatoria molto più ampia di un settore economico “tradizionale”. Se la Fiat lancia una macchina, lo fa dopo aver passato mesi e mesi di ricerche di mercato, marketing e studio del potenziale cliente il quale, parere loro, può necessitare di quel tipo di auto. Se poi quella ricerca di mercato è sbagliata, l’azienda riceverà un danno perché, giustamente, evidentemente ha riposto la propria fiducia in uno staff non adeguato. Nel calcio esistono una quantità di componenti (infortuni, sfortuna, feeling tra tecnico e squadra, arbitraggio) che eludono dalla capacità di una società di allestire una squadra valida o meno. Quello che voglio evidenziare è che un business così “variabile” alla lunga potrebbe scoraggiare nuovi investitori, proprio per il fatto che i costi aumentano, ma non hai certezze sui ricavi e quindi sui guadagni. E’ un problema che magari oggigiorno, con il mercato asiatico ed americano in piena espansione, non si nota, ma in futuro sì. Io non dico che Agnelli faccia bene a dire quelle cose, dico solo che ha evidenziato un nervo scoperto del calcio di oggi: trovare un equilibrio tra gli interessi di chi gioca e di chi mette i soldi.

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        1. sempreforzaviola - 4 mesi fa

          Se ragionassero tutti così qualunque nuovo settore di investimento, soprattutto nelle nuove tecnologie non riceverebbe nessun tipo di investimento perché troppo rischioso

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          1. Johan Ingvarson - 4 mesi fa

            Scusami, ma il calcio ormai è uno sport professionistico da oltre mezzo secolo, non mi pare proprio un settore allo stato embrionale.

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      2. Antonino - 4 mesi fa

        Vaja gobbo…

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    2. Claudio - 4 mesi fa

      “Assicurazioni che quell’investimento che non vada perduto” ?
      Guarda che si chiama rischio d’impresa, non è difficile da capire.
      Se fai contratti di quattro anni a 4 milioni netti ai venti giocatori che hai in rosa sono 160 milioni all’anno di soli stipendi, e qualcuno dovrebbe garantirgli gli introiti a prescindere dai risultati sportivi ? Già così come stanno le cose ora la ripartizione è una porcata !
      Il problema del rischio d’impresa è che lui non lo conosce, è semplicemente uscito dalla vagina giusta, ed è abituato a sopportare gli altri guardandoli dall’alto solo perché con qualcuno dovranno pur giocare, no ?
      Il rischio d’impresa del gruppo lo hanno gestito altri, da Gianni (l’Agnelli vero) a Marchionne passando per Romiti.
      Se fosse stato per i nuovi rampolli (ci metto tutta la famiglia, compresi gli Elkann ovviamente) sai dove sarebbero ?

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      1. Johan Ingvarson - 4 mesi fa

        Io sto facendo un discorso che elude la famiglia Agnelli (che neanche a me stanno simpatici) o le logiche del tifo. E’ un discorso molto più generale. Onestamente, quante chance ha un business di sopravvivere nel lungo periodo, se ogni anno aumenta i propri costi di gestione, ma che poi basta una partita storta per mandare in fumo investimenti di centinaia di milioni di euro?
        Son discorsi seri, che andrebbe analizzati indipendentemente da chi li tira fuori. Il basket, a livello europeo, prima dell’Eurolega era in crisi di pubblico e fatturato, ora con l’Eurolega (che è un torneo chiuso, dove per parteciparvi devi acquistare una licenza, a volte pure una licenza decennale) il basket in moltissimi paesi europei è rinato in termini di business e pubblico. Il calcio che strada vuole prendere per il futuro? Siamo sicuro che, ora come ora, ci siano le condizioni per andare avanti senza modifiche per 10-15 anni? La SuperLega sarebbe davvero la sua morte, oppure no?
        Tutto lì. Io provo ad analizzare queste domande, non chi le tira fuori.

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        1. fabrix - 4 mesi fa

          quindi se la Fiorentina, o una squadra simile, fa tanti investimenti indovina i calciatori investendo su bravi scopritori di talenti potenzia il settore giovanile, e riesce a raggiungere la zona champion gli deve essere tolta perchè spetta di diritto a una più blasonata? e magari se vince lo scudetto glielo togliamo perchè solo 2 o 3 squadre che hanno investito di più, magari possiamo fare un campionato con dei premi, chi più investe parte con più punti di vantaggio, sai che bello!!!

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    3. TintaUnita - 4 mesi fa

      Comprendo ciò che intendi, ma a questo punto faccio una riflessione: se il calcio ormai è un business è del tutto evidente che alla lunga questo aspetto non potrà che entrare in conflitto definitivo con il concetto originale di merito sportivo, le due cose non possono andare d’accordo. E come la mettiamo con il “tifo”? Nelle aziende e nei settori produttivi tradizionali esistono forme embionali di tifo che tuttavia non posono avere nulla a che vedere con la partecipazione emotiva dei tifosi nei confronti della propria squadra. Ho come la sensazione che se si vuol fare business sarebbe meglio dedicarsi ad altri settori e non alla distruzione definitiva del concetto stesso di sport, altrimenti diventa solamente un approfittarsi delle passioni collettive per i propri esclusivi interessi, e questo sociologicamente parlando (se crediamo che la società umana sia veramente un valore da difendere) personalmente ritengo che non dovrebbe essere permesso. La competizione sportiva è una cosa, la competizione economica è, o dovrebbe essere essere, una cosa diversa, perchè il loro ruolo sociale è completamente diverso, mescolare eccessivamente le due cose non può che portare alla fine alla perdita definitiva del senso di una delle due, e immagini allora quale sarebbe a soccombere ?

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      1. Johan Ingvarson - 4 mesi fa

        Se uno rende uno sport professionistico, è evidente che la componente business diventa importante e non può essere ignorata. Il calcio è uno sport professionistico da più di 50 anni, e penso che sia ormai impensabile tornare al dilettantismo.
        Molti sport hanno dovuto cercare una quadra con il business che sta dietro al professionismo. Il basket ha puntato sulle leghe chiuse, prima in America ed ora in Europa (l’Eurolega), con risultati in termini di pubblico ed audience positivi. Il rugby, dopo un periodo di espansione altalenante, sta seriamente pensando di tornare ai circuiti chiusi che erano presenti 15 anni fa, posta l’incapacità di esportare l’alto livello nei mercati emergenti.
        Il calcio deve capire cosa vuole fare perché, l’attuale modello, non è sostenibile da un punto di vista economico. Basta fare un semplice raffronto con il costo medio del cartellino di un giocatore 10 anni fa con il prezzo di oggi per capire che quest’aumento dei costi non è sostenibile senza ricavi certi per chi investe. O il calcio sceglie di seguire l’esempio del basket e del rugby (quindi Leghe Chiuse che garantiscono un ritorno economico per chi investe), o in futuro alla lunga subirà una contrazione fisiologica, poiché saranno sempre meno coloro disposti ad investire cifre così elevate di fronte a “incertezze” così alte. Se poi tale contrazione sarà traumatica o graduale non saprei, ma penso sia sotto gli occhi di tutti che questo continuo gioco al rialzo non può continuare senza una base solida alle spalle. La stessa Premier, tolta la patina dorata, non sta così bene, visto che il numero di club delle serie minori che falliscono aumenta ogni anno.
        Tornando al discorso sociologico che tu sostieni: esistono moltissimi sport che possiedono un interesse economico risibile, il calcio non è tra questi da molto tempo ormai. Se speri che la componente economica abbia meno potere decisionale in futuro, spera in una contrazione dell’universo pallonaro nel futuro prossimo, con però tutte conseguenze negative che ne seguiranno.

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        1. BVLGARO - 4 mesi fa

          e basta ma sei di una pesantezza assoluta. scrivi poemi per dire il nulla. il tuo discorso è illogico. si chiama sport lasciamo i numeri e i soldi a matematici, statistici e banchieri. se compri kalinic, mancini, smalling e veretout è giusto che la champions la vedi col binocolo.

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          1. Johan Ingvarson - 4 mesi fa

            Ha perfettamente ragione, è colpa mia. Ho stupidamente provato a fare un discorso serio in una chat di tifosi invasati.
            Mi perdoni per averla obbligata a leggere qualcosa di diverso dai soliti slogan.
            Ora torni pure alla gara di chi sbraita più forte. Se per lei oggigiorno il calcio è solo uno sport, si vede che non ha capito nulla di quanto ho provato a dire.

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        2. BlandoTifoso - 4 mesi fa

          Stai nascondendo le magagne della tua squadra preferita “Strisciata” in una catasta di spazzatura ma non ci puoi riuscire.

          Gli Americani dello sport professionistico ne hanno fatto un arte, e non hanno mai ragionato nei tuoi termini. Per la logica dello sport professionistico la competitività degli eventi viene davanti alle squadre e quello che investono, Infatti ad esempio nel basket le squadre ultime in classifica possono scegliere i migliori universitari. Quindi il fine ultimo dello sport professionistico è rendere il Prodotto più competitivo ed emozionante per renderlo più appetibile. E’ il contrario di ciò che ha detto colui che non deve essere nominato.

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          1. Johan Ingvarson - 4 mesi fa

            Io sarei uno strisciato? Solo perché ho provato a fare un discorso logico, invece di urlare “Grande Roccooooo” sotto ogni articolo?
            Bella logica!
            Detto questo, gli americani avranno pure il Draft, ma ricordati che hanno tutte leghe chiuse, proprio il modello che vuole Agnelli.
            Quindi sì, competitività e spettacolo, ma solo tra ricchi, gli altri si attacchino al tram. Sicuro che sia la soluzione giusta per il calcio europeo?

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    4. tonipilat_1415134 - 4 mesi fa

      JOHAN: quindi come ragioni tu una qualunque società per un paio d’anni o poco più investe 300 milioni a mercato e bisogna portarla in champions, come fecero col milan e balotelli, anche se arriva decimo perché altrimenti perde l’investimento… bello!! ma, staj pariann?

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      1. Johan Ingvarson - 4 mesi fa

        Io non ho detto che Agnelli abbia ragione, solo che ha sollevato un quesito corretto: il calcio come business è sostenibile oggigiorno? E se non lo è, quali misure si possono attuare per incrementare ricavi ed attrarre maggiori investimenti?
        Il basket ha risolto questo problema con le Leghe chiuse, il rugby si sta avviando per la stessa strada, e il calcio? Ci sono alternative concrete all’ipotesi di Agnelli?
        Io non sono ne a favore ne contro ciò che dice Agnelli, mi limito ad evidenziare che, per una volta, ha evidenziato un problema vero.

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        1. chenco - 4 mesi fa

          Se Agnelli investe ma le cose gli vanno male, può mettere in vendita la squadra, no? Oppure insiste, gli va male di nuovo e fallisce, no? o a loro non può succedere per diritto divino?

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        2. epcommercia_11545364 - 4 mesi fa

          La risposta è semplice: no, non è sostenibile a certi livelli. Quindi di conseguenza bisogna introdurre dei sistemi di limitazione dei costi perché altrimenti – ha ragione Agnelli – il mancato raggiungimento di un obiettivo diventa un tracollo economico. Bisogna iniziare a dire che ci deve essere un tetto massimo di spesa per tutti.
          Il che naturalmente non c’entra col fatto che se la juve non vince la champions quest’anno si impicca.

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  24. sempreforzaviola - 4 mesi fa

    Certo che accendere il cervello prima di parlare è veramente difficile, se non fosse possibile accedere alla massima competizione internazionale tramite una grande prestazione sportiva come potrebbe una qualsiasi squadra crearsi una grande storia internazionale?

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  25. Valter - 4 mesi fa

    Ma che discorsi da p***a.
    Il posto te lo conquisti con la posizione in classifica.
    Per meriti sportivi.
    Non so se sei capace di comprendere..

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  26. woyzeck - 4 mesi fa

    Ditemi che siamo su scherzi a parte! Altrimenti come potremmo definire questo VOMITO IGNOBILE?! Credo che sia la cosa più vergognosa che un esponente del mondo del calco abbia mai detto nella intera storia del calcio! Non ci credo……. Un concetto da nazional socialismo… non gli è bastato essersi inventati il fairplay finanziario per impedire gli investimenti e quindi la crescita dei club che potessero e volessero farlo, adesso siamo addirittura alla eugenetica finanziaria…!

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  27. SoloAlViola - 4 mesi fa

    é molto giusto che per merito sportivo l’ Atalanta sia in coppa , e cosa mi dici che per incasso volevi giocare a porte aperte non pensando ( ma sapendo ) per la salute pubblica ? rinviare dopo sconfitta in Francia per non prendere altra sconfitta ed entrare in crisi …Vergogna ! Vergogna !!

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  28. Julinho - 4 mesi fa

    Io mi auguro solo che la prossima volta che la Rubentus incontra l’Atalanta ne pigli cinque e poi si chiede a questo signore se è giusto che la Rubentus acceda direttamente alla massima competizione europea o se tale diritto tocchi, come è stato giusto, alla Dea. Certo con questo concetto solo quelli della casta possono accedere, anche se ci sono club più forti ma meno famosi che sono arrivati prima.
    Propongo a questo tizio di chiedere alla Fifa l’istituzione della Champion della Casta o la Champion del Torneo di Ruba Mazzo. Loro per il secondo sono ormai decenni che sono campioni incontrastati!!!

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  29. birne - 4 mesi fa

    Vergognoso.
    Ignobile.

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  30. Claudio - 4 mesi fa

    Rocco sei l’unica nostra speranza

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  31. Claudio - 4 mesi fa

    Personalmente gli farei un campionato con le loro squadre satellite, quelle dove parcheggiano i giocatori in attesa di vedere se sono da rube o no, per garantirsi l’appoggio in lega in modo che niente cambi.
    Tra l’altro quelle starebbero anche zitte se gli fischiano un rigore che non c’è, giusto quando i gobbi non sono in giornata e non riescono a buttarla dentro.

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  32. user-2073653 - 4 mesi fa

    Io eviterei direttamente di disputare il campionato, che peraltro di questi periodi non sarebbe neanche un’ideaccia, e darei direttamente lo scudetto alla Juve, secondo l’Inter e terzo il Milan. Per il quarto, farei scegliere ad Andrea Agnelli chi preferisce.

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  33. RickyPI - 4 mesi fa

    Vedo che la Juventus sta continuando con successo l’operazione simpatia. Magari sarà stato consigliato da Nicchi e Dal Pino…

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  34. dariop_5552152 - 4 mesi fa

    questo è da tso

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  35. Zinigata - 4 mesi fa

    Gobbi siete la morte del calcio. Vi ritroverete a giocare il vostro campionato a 4-5 squadre , tutte strisciate, perchè prima o poi le persone si stancheranno della noia mortale in cui avete trasformato il nostro campionato

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  36. Marco Chianti - 4 mesi fa

    Si Agnelli, è giusto. Si chiama sport. Invece voglio io rivolgere a lei una domanda: è giusto che un club come la Juventus continui imperterrita a comandare Lega Calcio e AIA? Le rispondo io. NO. Avreste dovuto essere radiati dopo calciopoli ed invece 13 anni dopo siete tornati a fare le stesse identiche cose.

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    1. 29agosto1926 - 4 mesi fa

      Purtroppo è un po’ come il popolo italiano ed il governo che, appunto viene eletto dal popolo e poi si sente vittima. Credo che le altre società che sono costantemente danneggiate materialmente e moralmente da questo personaggio e dalla squadra che lui rappresenta dovrebbero smettere di giocare fino a quando:
      a) non ci sarà una distribuzione più equa dei diritti televisivi
      b) non verrà fatto come il NBA nella scelta dei maggiori calciatori
      c) non verrà messo un tetto agli ingaggi

      Sarebbe semplice perché se dieci squadre decidessero di non giocare il campionato come lo gioca la Juve?

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      1. Marco Chianti - 4 mesi fa

        Concordo su tutto anche se sul punto b ho qualche dubbio. Intanto fare come hanno fatto in Inghilterra che sono partiti dal punto a sarebbe un ottimo inizio oltre a fare qualcosa per gli arbitraggi.

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      2. Marco Chianti - 4 mesi fa

        Aggiungo un punto: eliminare la formula del prestito. Un giocatore o sta con una squadra o con un’altra, non possono esistere squadre satelliti di altre o quantomeno non possono esistere a livello di professionismo. Certo finché la Fiorentina collabora con la Sancascianese o con il Calenzano per accrescere il valore dei settori giovanili ok ma forme di collaborazione tipo Juve e Sassuolo no.

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        1. 29agosto1926 - 4 mesi fa

          Vero, me lo ero dimenticato che loro operano anche in questo senso, naturalmente, facendo sempre speculazione umana ed economica.

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      3. SoloAlViola - 4 mesi fa

        Rubandolo in dieci

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    2. Claudio - 4 mesi fa

      non solo, ti sei dimenticato che rivendicano gli scudetti di quel periodo, che hanno stampato sul loro pullman, e quelli in lega zitti

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      1. Marco Chianti - 4 mesi fa

        Giusto, non hanno vergogna e pudore.

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      2. SoloAlViola - 4 mesi fa

        Ma da chi è composta la Lega ? Ai ladroni si insegna poco , il rispetto sportivo ? a non far ammonire i prossimi avversari che sono in diffida ? Arbitraggi discutibili ? Mi fermo …perchè mi ci vorrebbero troppe pagine per dir tutto Forza Viola

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  37. Random - 4 mesi fa

    che vergogna questo mezzone

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