Affari di famiglia: i parenti-agenti. Presto si cambia

Affari di famiglia: i parenti-agenti. Presto si cambia

Non ci sono solo Icardi e Wanda Nara e a Firenze Enrico e Federico Chiesa. Ma già a gennaio le cose potrebbero cambiare: ecco perchè

di Redazione VN

Il babbo, la mamma, la moglie, il fratello. Ma anche lo zio, il nipote, il cugino, la fidanzata: non manca più nessuno. Al tavolo delle trattive ora si siedono proprio tutti. Di Wanda e Mauro Icardi e del loro ipermediatico ménage familiar-professionale si sa tutto, dettagli inclusi. Ma l’elenco degli affari di famiglia è sterminato e non può che aprirsi con una signora francese di nome Véronique, l’implacabile mamma di Rabiot che al momento della firma del figliolo con la Juventus ha incassato un bonus da 10 milioni di euro. Una fuoriclasse, dice chi la conosce (e la teme). Impressionante è di sicuro la freddezza con la quale ha tenuto testa agli emiri durante il lungo divorzio fra Adrien e il Psg. Così come nota è la cocciutaggine di Nicolas Higuain, il fidatissimo fratello di Gonzalo: è sempre lui a pianificare le astute strategie d’uscita del Pipita. Manuel El Shaarawy ha appena strappato per il fratello Stephan un ingaggio monstre: lo Shanghai Shenhua lo pagherà 40 milioni di euro netti in tre anni. Chi vuole Edinson Cavani deve passare prima dal fratello Walter. Chi vuole il più grande allenatore al mondo, Pep Guardiola, deve passare prima dal fratello Pere.

La figura più classica e ricorrente è però ancora quella del padre. Che è di vari tipi. C’è il papà maldestro, come Neymar senior, che ha gestito due trasferimenti (Santos-Barcellona e Barcellona-Psg) e tutte e due le volte la Fifa ha aperto un’inchiesta. Oppure il discreto ma efficace, come Jorge Messi, anche se pure lui ha avuto qualche serio guaio col fisco. C’è poi il papà iperattivo alla Mazinho, ex calciatore di Fiorentina e Lecce, oggi procuratore dei figli Rafinha e Thiago Alcantara. Un babbo-agente per due.

Cuore di papà anche in Italia: l’ultimo caso è quello di Federico Chiesa, rappresentato da Enrico, che ha dalla sua il fatto d’essere stato a suo volta un ottimo calciatore. Questo caso è infatti diverso rispetto ad altri: papà Enrico conosce perfettamente ambiente e dinamiche del mondo del calcio, avendolo frequentato per anni.

Eppure qualcosa potrebbe cambiare. Alle viste c’è una deadline, come si dice in linguaggio finanziario. Un termine ultimo. Perché dal 31 dicembre entrerà definitivamente in vigore il registro degli agenti sportivi, dopo la proroga di sei mesi firmata dalla Presidenza del Consiglio: significa che dal primo gennaio 2020 in poi i calciatori potranno essere rappresentati esclusivamente da un agente regolarmente iscritto all’albo. Che abbia quindi superato un esame, come avveniva già prima della deregulation stabilita nel 2015 dalla Fifa allora gestita da Blatter. Dall’anno nuovo si cambia. Tecnicamente sarà una rivoluzione. Tecnicamente, già, perché aggirare la barriera non sarà impossibile: l’agente senza licenza potrebbe continuare a trattare segretamente in prima persona con i club, per poi affidarsi a un agente riconosciuto per la parte ufficiale dell’affare. Il rischio c’è. Servirà una sorveglianza seria. E severa.

corriere.it

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  1. Freddy - 4 mesi fa

    Non vedo la necessità di cambiare per figure iscritte ad albi professionali.
    Ognuno dovrebbe avere il sacrosanto diritto di farsi rappresentare da chi vuole.
    Avrei visto più di buon occhio un tetto al numero di procure che ogni agente può sottoscrivere.
    Il fatto che alcune agenzie gestiscano tanti, troppi calciatori, determina di fatto un controllo sul mercato, basti guardare in casa nostra per poter prendere qualche buon calciatore dell’est si deve sottostare a prendere tanta paccottiglia.

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