25 anni fa la clamorosa beffa di Pellicanò a Caniggia

25 anni fa la clamorosa beffa di Pellicanò a Caniggia

  Eterno secondo. Nelle figurine Panini però c’è sempre stato. Giuseppe Pellicanò da Reggio Calabria. Una carriera nata alla Fiorentina e proseguita a zonzo per tutta la Toscana, con la …

di Redazione VN

  Eterno secondo. Nelle figurine Panini però c’è sempre stato. Giuseppe Pellicanò da Reggio Calabria. Una carriera nata alla Fiorentina e proseguita a zonzo per tutta la Toscana, con la parentesi pugliese di Bari e il periodo (il più importante) di Arezzo. Giovane di belle speranze con la maglia viola iniziò la sua avventura nel calcio che conta, ma non militò mai in prima squadra fino alla stagione 1988-89. Dopo aver giocato in serie minori tra Rondinella, Empoli e Montecatini, Pellicanò tornò a Firenze per due stagioni a fare il secondo a Giovanni Galli. Nel 1981 lasciò nuovamente Firenze per Arezzo, squadra con cui finirà la carriera. Ma la stagione che conta e che resterà negli annali della Viola è quella del 1988-89, quando Pino Pellicanò fu chiamato a sostituire tra i pali Marco Landucci. Le due gare che resteranno memorabili sono Fiorentina-Verona e Atalanta-Fiorentina. Contro l’Hellas a Firenze (il 14 maggio 1989, ndr) Pino Pellicanò si trovò a tu per tu con Caniggia che stava per segnare, ma l’astuto portiere disse al biondo attaccante argentino che si trovava in fuorigioco e questo si fermò lasciando correre l’azione. Logicamente il portiere lo aveva clamorosamente beffato e, così facendo, la Fiorentina non subì la rete che avrebbe chiuso la gara. L’altro aneddoto indimenticabile fu a Bergamo contro l’Atalanta. La Fiorentina passa in vantaggio con un gol bellissimo di Roberto Baggio che da fuori area lascia partire un bolide che va a finire nell’angolino basso della porta orobica. I gigliati soffrono e restano anche in dieci e a finire fuori è proprio il talento di Caldogno. La Fiorentina a stento resiste alle folate nerazzurre e nel finale viene assegnato un calcio di rigore agli uomini di Mondonico. Dagli undici metri parte Nicolini, Pellicanò si allunga alla sua destra e devia il pallone. La Fiorentina espugna il Brumana e il portiere viola è osannato dai pochi sostenitori gigliati saliti in Lombardia. Qui, però, si chiude la parentesi dei ricordi. Quando Pellicanò lasciò il posto a Landucci del secondo della Fiorentina non se ne sentì più parlare. Comunque sia in quella stagione che valse la qualificazione in Coppa Uefa, dopo lo spareggio di Perugia contro la Roma, fece contare ben 11 presenze con solo 8 gol al passivo. Giuseppe Pellicanò, in arte Pino, restò in viola anche l’anno dopo ma non fece contare neanche una presenza. Quindi nell’estate del 1990 lasciò la maglia viola. Di lui hanno un bel ricordo anche ad Arezzo dove ha trascorso i primi e gli ultimi anni della sua carriera da giocatore e da allenatore. toscanacalcio.net

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