Nuovo stadio Fiorentina e trasferimento Mercafir: stamani Falchetti in Comune

Nuovo stadio Fiorentina e trasferimento Mercafir: stamani Falchetti in Comune

Stamani in Palazzo Vecchio la Commissione Controllo Enti Partecipati del Comune di Firenze ha convocato il Presidente di Mercafir Angelo Falchetti

di Redazione VN

Stamani in Palazzo Vecchio la Commissione Controllo Enti Partecipati del Comune di Firenze ha convocato il Presidente di Mercafir Angelo Falchetti, affinché illustrasse alla stessa l’ipotesi di trasferimento del Centro Alimentare Polivalente nell’area dell’Osmannoro (individuata dalla Pubblica Amministrazione cittadina lungo via Curzio Malaparte).
L’ipotesi di trasferimento si rende necessaria per far spazio al progetto per il nuovo stadio della Fiorentina il 14 luglio 2014 e per il quale è in corso l’iter approvativo. Entro marzo 2016, come ha ricordato l’Assessore all’Urbanistica Lorenzo Perra, il Comune di Firenze attende che ACF Fiorentina presenti il progetto definitivo per stadio ed opere connesse (commerciale, turistico-ricettivo e direzionale).

 
Durante l’audizione Falchetti ha illustrato i contenuti dello studio comparativo dello scorso novembre che illustra i vantaggi, le criticità e le possibili soluzioni che implicherebbero il trasferimento all’Osmannoro del CAP. Per Mercafir è fondamentale accelerare i tempi, affinché entro il 2016 sia tutto deciso. Lo spostamento garantirebbe una fruibilità migliore per coloro che si riforniscono da fuori Firenze, ma senza i dovuti provvedimenti andrebbe ad aumentare i costi di trasporto cittadino. Per questo si dovrà provvedere a rivedere le regole del trasporto alimentare deperibile, favorendo anche quello eco-sostenibile (con l’ausilio, ad esempio, di mezzi elettrici). Ogni giorno transitano alla Mercafir circa 2.000 veicoli (il 40% sono mezzi pesanti) e per questo la viabilità prossima a via Curzio Malaparte dovrà essere adeguata. Il valore immobiliare dei terreni in oggetto è inferiore agli attuali situati a Novoli, ma la monetizzazione (prescritta a carico di ACF Fiorentina) del comparto nord garantirebbe la differenza.

 
Infine, per garantire l’integrità del CAP (ovvero comprendere anche area Fruttital, attualmente esclusa dai progetti, poiché già riedificata), Mercafir ha proposto al Comune l’acquisizione della limitrofa area dell’ex concessionaria La Rotonda; in questo modo con i circa 10.000 mq già edificati della concessionaria si riuscirebbe a realizzare il nuovo mercato col giusto mix di funzioni e favorire il potenziale industriale complessivo raggiungibile guadagnando efficienze logistiche e di spazi.

 

Il percorso se procederà regolarmente, necessiterà di tutto il 2016 (e parte del 2017) per la variante urbanistica e l’acquisizione dei terreni (come extrema ratio il Comune può ricorrere anche all’esproprio – dato che si tratta di opere di pubblica utilità). Un anno e mezzo-due per la costruzione del nuovo CAP.
Stamani, è bene ribadirlo, Angelo Falchetti ha illustrato le questioni strettamente pertinenti al Centro Alimentare e l’eventuale trasferimento all’Osmannoro. Ciò che riguarda ACF Fiorentina, Comune di Firenze e nuovo stadio sono aspetti da affrontare tra Pubblica Amministrazione e Società viola. A riportarlo è ilsitodifirenze.it.

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  1. ceruttigino - 3 anni fa

    ma falchetti è quello di falchetti e mengoni della longobarda di oronzo canà. presidente non li dobbiamo cedere sono i nostri brillenti.

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  2. iacopo - 3 anni fa

    tutto il 2017 per la variante al piano regolatore e acquisizione dei terreni. Tre anni per la costruzione del complesso, compreso la modifica alla viabilità ed ai trasporti e il successivo spostamento di tutte le attività (e sono stato stretto con i tempi visto che si tratta di opere pubbliche). Quindi nel 2021 si potrebbe partire con i lavori dello staio (sperando che il progetto sia già definitivo, di tempo ne hanno) due anni, ma forse meglio tre per realizzarlo, 2024 inaugurazione del nuovo stadio?

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    1. iacopo - 3 anni fa

      aggiungo che se si rispettasse i tempi che ho indicato sarei contento, perché ad oggi dubito ancora fortemente che l’opera venga realmente realizzata.

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