La Via degli Dei è di nuovo trafficata: quanti affari tra Paratici e il Bologna
La Via degli Dei è un celebre percorso di 130 chilometri che attraversa l'Appennino Tosco-Emiliano, congiungendo il cuore di Piazza Maggiore a Bologna con le pietre storiche di Piazza della Signoria a Firenze. Un cammino immerso tra boschi, sentieri e antiche strade millenarie che da sempre portano a scoprire il fascino delle montagne tra l'Emilia e la Toscana. Oggi, però, quel tracciato storico si è trasformato metaforicamente in una direttrice caldissima per il calciomercato: la Via degli Dei è più trafficata che mai e registra un andirivieni continuo di direttori sportivi, procuratori e calciatori pronti a valicare la dorsale appenninica.
C'era una volta il derby dell’Appennino su questa famosa via, vissuto non solo in campo, ma anche e soprattutto tra i corridoi del calciomercato. Una rivalità fatta di blitz all'ultimo secondo, trattative scombinate e dispetti tra dirigenze. Oggi, invece, il tratto di A1 che collega Firenze e Bologna si è trasformato in un’autostrada a scorrimento veloce, lungo la quale le due società dialogano, scambiano e concludono affari di primo piano. La svolta ha una data di partenza precisa: l’insediamento di Fabio Paratici alla Fiorentina. Nominato ufficialmente nel febbraio 2026, il dirigente ha in realtà iniziato a stendere la sua tela già nella sessione invernale, ricucendo i rapporti con l'ad emiliano Giovanni Sartori e trasformando una storica freddezza in una proficua collaborazione.
La svolta di gennaio con lo scambio Fabbian-Sohm
A testimoniare il cambio di passo è stata l'operazione conclusa all'inizio dell'anno: uno scambio incrociato che ha visto Giovanni Fabbian vestire la maglia viola in prestito con obbligo di riscatto e Simon Sohm fare il percorso inverso verso le Due Torri in prestito con diritto. Un'operazione non banale, considerando che su Fabbian era fortissimo l'interesse di Bournemouth e Lazio, e l'allora tecnico rossoblù Vincenzo Italiano lo avrebbe trattenuto volentieri. Sartori ha però preferito dialogare con la Fiorentina per impostare una trattativa strutturata, trovando l'incastro perfetto per entrambi i club. Oggi il percorso di Fabbian potrebbe persino compiere una nuova traiettoria di ritorno a Bologna, dimostrando la flessibilità dei contatti tra i due club. Un altro segnale di questa sintonia è legato a Joao Mario: approdato in viola in estate dopo sei mesi di prestito in rossoblù dalla Juventus, il portoghese è stato lasciato andare dal Bologna senza rilanci, spianando la strada al club gigliato.
Piccoli al Bologna e l'effetto domino su Pellegrino
L'ultimo capitolo di questa sinergia si sta consumando in queste ore e riguarda Roberto Piccoli. L'attaccante si trasferisce al Bologna sulla base di un prestito con obbligo di riscatto: alla Fiorentina andranno 18 milioni di euro più 2 di bonus, oltre a una clausola del 10% sulla futura rivendita. Un incasso pesante e garantito che permette a Paratici di coprire le spalle al club e affondare subito il colpo per il suo vero pallino per il reparto avanzato: Mateo Pellegrino del Parma, pronto a raccogliere l'eredità al centro dell'attacco viola.
L'era Pradè e la storia dei grandi duelli
Per capire la portata di questo cambiamento, basta guardare indietro a come si muoveva la Fiorentina nell'era targata Daniele Pradè, quando i rapporti con la dirigenza emiliana erano scanditi da continui testa a testa. Nell'estate del 2025 il Bologna aveva praticamente in pugno Edin Dzeko, ma la Fiorentina si inserì a fari spenti a un passo dalla fumata bianca, strappando il bomber bosniaco ai rossoblù.
Andando ancora a ritroso nell'estate del 2023, l'esterno Jesper Karlsson era seguito da mesi dai viola, ma quando la trattativa sembrava in dirittura d'arrivo, il blitz di Sartori da 11 milioni più bonus bruciò la concorrenza gigliata. Una dinamica speculare si registrò nel gennaio 2023 per Josip Brekalo: il Bologna aveva bloccato il croato in uscita dal Wolfsburg, ma la Fiorentina irruppe negli ultimi giorni di mercato sfruttando la preferenza del giocatore. Infine nell'estate 2024 Andrea Colpani, grande obiettivo del Bologna post-qualificazione Champions, scelse Firenze grazie all'accelerata decisiva impressa dall'arrivo di Palladino. Dai dispetti a colpi di rilanci si è passati a una diplomazia pragmatica: con Paratici a tirare i fili, il confine dell'Appennino non è più una trincea, ma un tavolo d'affari su cui allestire le rose del presente e del futuro.
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