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Centenario, il caso Antognoni divide: l’opinione degli ex Fiorentina
La scelta di Giancarlo Antognoni di non partecipare alle celebrazioni del centenario della Fiorentina ha acceso un acceso dibattito che coinvolge tifosi, società e soprattutto chi la maglia viola l’ha indossata. Le parole dello storico numero 10 - che ha denunciato anni di distanza con la proprietà e una mancata comunicazione diretta - hanno aperto una ferita simbolica proprio nell’anno più rappresentativo della storia del club.
Dall’altra parte, la Fiorentina, attraverso il direttore generale Alessandro Ferrari, ha provato a tendere la mano: “Ci auguriamo che Giancarlo Antognoni possa scegliere di condividere con il popolo viola una giornata così speciale. Sarebbe il modo più bello per rendere omaggio a una storia che, da sempre, è anche la sua”.
In mezzo, il mondo degli ex giocatori viola tramite collegamenti effettuati dal "Pentasport" di Radio Bruno. Un quadro da ricomporre, tra rispetto, nostalgia e qualche critica implicita alla gestione dei rapporti con le leggende del passato.
Sebastien Frey è tra i più netti nel difendere la centralità della figura di Antognoni. L’ex portiere non ha dubbi sul valore simbolico della sua presenza: “Quando penso alla storia della Fiorentina, per me c’è Giancarlo Antognoni e poi veniamo tutti noi dietro. Lui rappresenta la Fiorentina”.
Frey comprende anche le ragioni del malumore: “Ha le sue motivazioni e lo posso capire”. Poi l’appello personale: “Proverò a parlargli. Al di là delle proprietà, la storia resta per sempre. Un centenario senza Giancarlo non sarebbe la stessa cosa”.
L’ex numero uno allarga poi il discorso al rapporto tra club ed ex giocatori: “Gli ex vanno coccolati di più. Non solo nelle occasioni speciali, ma con continuità. Un invito allo stadio o una visita al Viola Park basterebbero per valorizzare chi ha scritto la storia”.
Anche Luca Toni si schiera su una linea simile, pur con toni più critici verso il sistema di relazioni del club con le sue vecchie glorie. “Capisco la sua rabbia”, ha dichiarato a Pitti Uomo, riferendosi ad Antognoni. “Ha dato tutta la vita alla Fiorentina e non essere chiamato per anni e poi invitato solo per il centenario non è una cosa bella”.
L’ex attaccante campione del mondo ha aggiunto un elemento personale: “Anche io non sono mai stato chiamato dalla Fiorentina”.
Da qui la proposta: creare un rapporto stabile con gli ex giocatori, sul modello di altri club italiani. “Sarebbe bello avere una lounge o uno spazio dedicato agli ex, come fanno Milan e Inter, e invitarli regolarmente allo stadio, non solo per le ricorrenze”.
Tra le voci più emozionali c’è quella di Borja Valero, che riporta il discorso sul piano identitario: “Io non percepisco la Fiorentina senza Antognoni, è uno dei simboli più grandi di questa maglia”.
Lo spagnolo invita alla distensione: “Mi auguro che le cose possano risolversi e che possa essere parte della festa. È la festa della Fiorentina, della maglia viola, al di là di tutto. Poi ovviamente sarà lui a decidere cosa sia meglio”.
Prende la parola anche Luciano Chiarugi. La Freccia di Ponsacco si esprime così: "Chiaro che Giancarlo ha avuto un forte distaccamento dopo quanto successo con Barone. E va capito per questo. Anche perché parliamo di una leggenda e un campione del mondo. Spero tornino a parlare e che si trovi una soluzione."
Anche Ciccio Graziani, campione del mondo e amico fraterno di Giancarlo, spera che l'Unico 10 possa ravvedersi: "Giancarlo ha una storia meravigliosa a Firenze. A Giancarlo non è piaciuto come è stato trattato. Ma deve ricordarsi che fa 100 anni la Fiorentina, non chi ci lavora dentro. Chi c'è oggi o chi ci sarà domani non conta nulla. Deve esserci, obbligatoriamente. Lo chiamerò e gli dirò cosa penso."
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