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Il paragone di Frey: “Paratici alla Fiorentina come Marotta all’Inter”

Redazione VN
Sebastien Frey analizza il momento della Fiorentina: "Paratici l'uomo giusto per la scossa, mi ricorda Marotta all'Inter"

Parole d'amore, ma anche di grande lucidità e pragmatismo, quelle rilasciate dall'ex portiere viola Sebastien Frey ai microfoni di Flashscore. L'ex estremo difensore ha analizzato il nuovo corso della Fiorentina, soffermandosi in particolare sull'impatto di Fabio Paratici e sugli obiettivi reali della squadra per la stagione in arrivo.

"Paratici come Marotta all'Inter: la scossa che serviva"

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Frey ha promosso a pieni voti la scelta della società di affidarsi a un dirigente di grande esperienza per guidare l'area sportiva, individuando nell'innesto di Paratici la chiave per la ripartenza:

"Era la scossa che serviva al club. La scomparsa di Joe Barone aveva lasciato un vuoto enorme, perché gestiva la società a 360 gradi, e poi è arrivata anche la perdita del presidente Rocco Commisso. Serviva disperatamente un dirigente esperto che prendesse in mano l'area sportiva. Alessandro Ferrari sta facendo un ottimo lavoro, ma gestire tutto da solo era impossibile".

L'ex portiere francese si è poi sbilanciato in un paragone importante:

"In proporzione, l'arrivo di Fabio Paratici a Firenze mi ricorda l'impatto che ebbe Giuseppe Marotta quando arrivò all'Inter. Paratici porta un bagaglio di esperienza internazionale fondamentale per rimettere ordine e costruire un progetto chiaro dopo un paio di stagioni complicate. Sarò presto a Firenze per gli eventi del centenario del club e sono convinto che sia l'uomo giusto al momento giusto".

Gli obiettivi: "Champions prematura, meglio volare bassi"

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Sulle ambizioni di classifica, Frey invita l'ambiente a mantenere la calma ed evitare facili trionfalismi che rischierebbero di rivelarsi un'arma a doppio taglio:

"La Champions League? Secondo me è ancora un po' prematura. L'obiettivo principale deve essere consolidare un posto in Europa, che sia Conference League o Europa League. Questa deve essere la realtà attuale della Fiorentina. Poi, se dovesse arrivare una stagione perfetta in cui tutto gira, sarei il più felice del mondo".

In chiusura, un saggio monito alla piazza:

"Tutti devono restare con i piedi per terra. In passato l'errore è stato caricare l'ambiente di aspettative troppo alte. Firenze è una piazza passionale ma esigente, e può travolgerti quando le cose vanno male. Ho sempre pensato che sia meglio volare basso e far sognare la gente strada facendo. Parlare subito di Champions rischia di creare frustrazione al primo passo falso. Tornare in Europa sarebbe già un grande risultato".