Il figlio di Hamrin a VN: "Il record del babbo dimenticato e non solo"
Nel corso della grande serata dedicata alle celebrazioni del Centenario della Fiorentina, un episodio ha generato profonda amarezza e perplessità negli appassionati di storia viola e, soprattutto, nella famiglia di una delle più grandi leggende della storia del club. In ben due occasioni durante la cerimonia, prima nel video recitato tra nonno e nipote e poi dal microfono di Massimo Marianella, Gabriel Omar Batistuta è stato incoronato come il più grande marcatore di sempre della storia della Fiorentina con 208 reti, quando, in realtà, il bomber di Reconquista occupa il secondo posto assoluto con 207 gol. Un dato, quindi, storicamente errato, dato che quel primato assoluto (tra campionato e coppe) appartiene ancora a Kurt Hamrin, l'indimenticato "Uccellino" scomparso il 4 febbraio 2024, con 208 gol in 362 presenze ufficiali. Ai microfoni di Violanews.com, il figlio Riccardo Hamrin ha espresso tutto il suo disappunto per l'accaduto.
"La storia cambiata in diretta"
Il racconto di Riccardo parte dalla serata del 29 agosto: "Io e mia madre abbiamo guardato la festa del centenario in tv. A mia madre non era arrivato l'invito ad assistere all'evento allo stadio, inviato per e-mail, invece, a mio fratello come abbiamo potuto appurare in seguito. Quello a cui abbiamo assistito era, comunque, anche un bello spettacolo, poi Marianella che tra l'altro, quattro anni fa feci avere un autografo con dedica di mio padre mentre era ricoverato per la rottura del femore... ha detto che Batistuta 'con 208 gol è il più grande cannoniere della storia ed è stato assurdo, anche perché quelle reti le ha segnate mio babbo. Batistuta ha superato il record in Serie A, non quello totale".
"Mio padre disonorato. Hanno rovinato una bella serata"
Un errore che per la famiglia Hamrin va oltre la semplice svista statistica: "Hanno rovinato una bella serata. Hanno diversi ex viola, ma mio padre l'hanno disonorato, non c'è altro termine. Ho un malessere dentro. Mio padre non c'è più e forse per lui è meglio non aver visto una cosa del genere, ci sarebbe rimasto malissimo. Perché deviare la realtà? Batistuta è stato un grandissimo centravanti, ma le statistiche sono quelle, ti piaccia o no. Non capisco perché Marianella abbia fatto quegli errori. Se vuole recuperare da questa gaffe, prenda quella foto autografata, si metta davanti a mio padre e gli chieda scusa, ovviamente è una battuta (ride, ndr.)".
L'eredità di Kurt, l'amore di Firenze ed il paragone con Edmundo
Infine, Riccardo tiene a sottolineare il legame viscerale che la gente di Firenze ha sempre dimostrato verso "l'Uccellino", ricordando un aneddoto del passato: "Mio padre ha lasciato un segno che va oltre le cifre. Quando è scomparso due anni fa e fu allestita la camera ardente allo stadio, ho visto intere generazioni sfilare in lacrime, con bambini che salutavano la bara. Mi ricordo negli anni '90, ai tempi di Edmundo, che per me era un idolo assoluto per come saltava gli avversari come birilli, proprio come faceva mio padre ai suoi tempi, andai in un negozio in centro e il proprietario, capendo che ero il figlio di Hamrin, si commosse fino alle lacrime. Mio padre faceva andare in estasi la gente. È triste che in una festa così importante ci si siano state queste inesattezze".
Il record imbattuto del 1964 e il silenzio nel Centenario
A completare il quadro delle dimenticanze, Riccardo cita un'impresa statistica che ancora resiste negli annali del calcio italiano: "Mio padre detiene tuttora il record straordinario di 5 gol segnati in una sola partita in trasferta in un campionato a 18 squadre, in quel famoso Atalanta-Fiorentina del 2 febbraio 1964 con Pizzaballa in porta. È un primato che dura da oltre sessant'anni e spiace che nemmeno la società, in un'occasione storica come il Centenario, abbia speso una parola per ricordarlo. Sarebbe bastato davvero poco per rendergli la giusta memoria, invece si è preferito stravolgere i dati e rovinare quello che poteva essere un momento perfetto".
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