Come la posizione di Viery ha cambiato completamente la Fiorentina
La differenza non è soltanto nei quattro gol segnati a Venezia o nei tre punti conquistati dopo tre sconfitte consecutive. La prima Fiorentina di Paolo Vanoli ha mostrato qualcosa di diverso soprattutto nella struttura. Una squadra più corta, maggiormente connessa tra i reparti e, soprattutto, costruita per permettere ai propri giocatori di talento di esprimersi senza compromettere l’equilibrio collettivo.
La vittoria per 2-4 sul campo del Venezia ha infatti restituito alla Fiorentina quella che nelle prime tre giornate era sembrata la grande assente: un’identità condivisa.
Pellegrino ha parlato di una ritrovata cattiveria e voglia di vincere. Fagioli ha raccontato di un Vanoli particolarmente duro nelle prime riunioni tecniche, intenzionato a far capire alla squadra che le prime tre prestazioni non erano state all’altezza del valore della rosa. E proprio Fagioli ha sottolineato anche un altro elemento: la sconnessione tra i reparti che aveva caratterizzato la Fiorentina di Grosso.
Vanoli è dunque intervenuto immediatamente sul piano mentale, ma anche su quello tattico. E la soluzione più interessante vista a Venezia è stata una sorta di difesa a tre e mezzo, costruita a partire da un 4-3-3 solo apparentemente tradizionale.
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