Viola News Esclusive Fine ottobre, 4 punti e l'ombra del passato: Inter-Fiorentina, quanto è déjà vu?

Fine ottobre, 4 punti e l'ombra del passato: Inter-Fiorentina, quanto è déjà vu?

Alessio Vannini
La Fiorentina torna a San Siro contro l'Inter a fine ottobre a quota 4 punti come un anno fa. Analisi, numeri, differenze e analogie tra la gestione Pioli e quella Vanoli

Sembra quasi di essere prigionieri di un surreale ricorso storico. La trasferta contro l'Inter a San Siro, a mani basse l'appuntamento più ostico, temuto e insidioso dell'intero calendario di Serie A, si ripresenta sul cammino della Fiorentina esattamente nello stesso identico momento della stagione passata. Nel 2025 si giocava il 29 ottobre alla nona giornata, mentre quest'anno il match cade il 25 ottobre all'ottavo turno. Se non fosse per il fatto che la squadra gigliata ha già provveduto a sostituire la guida tecnica e ha quantomeno riassaporato il gusto della vittoria, ci sarebbe una somiglianza a dir poco inquietante tra le due annate. La sensazione diffusa, slegata dai singoli individui e profondamente radicata nell'ambiente, è quella di rivivere un periodo storico già conosciuto, dove il confronto con i campioni d'Italia arriva nel punto di massimo sforzo e di massima sofferenza psicologica per la truppa viola.

Classifica, attacco e difesa: un déjà-vu da brividi

Le analogie tra la passata stagione e quella attuale diventano impressionanti se si analizzano i dati a freddo. Esattamente come dodici mesi fa, la Fiorentina si presenta alla scala del calcio occupando il diciottesimo posto in classifica con appena 4 punti collezionati. L'attacco viaggia sui medesimi ritmi, visto che sia Moise Kean un anno fa che Mateo Pellegrino oggi hanno messo a segno esattamente due reti nelle giornate precedenti al match di Milano. La formazione attuale ha persino segnato un gol in più rispetto a quella di Pioli (8 contro 7) con una gara in meno disputata. Il dato davvero dolente riguarda invece la fase difensiva, dove la retroguardia guidata da Vanoli registra 17 gol incassati a fronte dei 12 della passata stagione. Anche il percorso di avvicinamento offre parallelismi evidenti: se un anno fa la Fiorentina cadde alla settima giornata sempre a Milano contro il Milan tra le recriminazioni arbitrali, quest'anno la battuta d'arresto interna contro il Como ha riproposto le medesime insicurezze. Soprattutto sul piano mentale, la squadra continua a mostrare una fragilità cronica nel reagire dopo essere andata sotto nel punteggio.

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Dalla fine dell'era Pioli alla certezza Vanoli

Quel pesante 3-0 subito il 29 ottobre 2025, firmato dalla doppietta di Calhanoglu e dalla rete di Sucic in un finale con l'espulsione di Viti, rappresentò il preludio alla fine dell'avventura di Stefano Pioli, esonerato pochi giorni dopo la sconfitta casalinga con il Lecce. Il contesto odierno presenta tuttavia un'inversione di rotta sul piano della gestione tecnica. Paolo Vanoli è già subentrato al posto di Fabio Grosso dopo l'avvio shock e, pur dovendo ancora trovare la quadratura del cerchio, ha dato segnali di vita a un elettroencefalogramma che non appare più piatto. Per questa ragione, anche di fronte a un eventuale e probabile risultato negativo contro i nerazzurri, non ci saranno scossoni in panchina.

Rivoluzione totale in campo e in dirigenza

La differenza più sostanziale tra i due appuntamenti risiede quasi interamente negli interpreti. Della formazione titolare che scese in campo un anno fa a San Siro superstiti e reduci si contano sulle dita di una mano: David De Gea, che oggi indossa la fascia di capitano allora affidata a Gosens, Cher Ndour e Dodò. Tra i subentrati figura Nicolò Fagioli, allora oggetto misterioso con Pioli e oggi perno insostituibile del centrocampo. In panchina c'erano e ci saranno Lezzerini, Pongracic e Ranieri, mentre Parisi sarà ai box per infortunio. Ben sedici elementi tra titolari, riserve e allenatore non fanno più parte della Fiorentina. Un ribaltone che si è esteso anche ai vertici dell'area sportiva, passata dalla direzione di Daniele Pradè a quella di Fabio Paratici. Entrambi capaci di raccogliere consensi al termine della sessione estiva, ma finiti al centro delle critiche già nel mese di ottobre. Con il passaggio dal 3-5-1-1 al 4-3-3 o 4-2-3-1, la Fiorentina si ripresenta a Milano con un'identità completamente rinnovata, chiamata a spezzare una catena di corsi e ricorsi storici che finora ha regalato solo incubi.

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