"Io non sarei mai andato via. Non è stata assolutamente una questione di soldi, per me la cosa fondamentale è avere qualcuno che crede in me"
Castrovilli: "Firenze, io sarei rimasto. Col West Ham provai a giocare sul dolore"
Gaetano Castrovilli, sulle pagine del Corriere dello Sport, racconta anche i suo anni a Firenze con Montella, Italiano e il periodo delle finali: (PRIMA PARTE)
Montella la definì l’erede di Antognoni.
«Devo molto al mister. L’ultima volta che ci siamo incontrati a Firenze, ai tempi della Fiorentina, mi ha fatto una battuta: “Non hai ancora il passaporto turco?”».
In Turchia c’è un altro allenatore del suo cuore: Vincenzo Italiano.
«Lui mi ha sorpreso molto. Andavi in campo e sapevi già cosa fare, potevi mettere in difficoltà chiunque. Ricordo che dopo il mio primo infortunio al crociato mi chiamò e mi disse: “Succede solo ai più forti”. E quando sono tornato mi ha accolto così: “Mi darai una grande mano, sono sicuro”. Questo è Italiano».
Una di Coppa Italia con l’Inter e due di Conference. Purtroppo in Europa lei le ha saltate entrambe.
«La prima, col West Ham… Mi sono rifatto male una settimana prima, al 90’ dell’ultima di campionato col Sassuolo, quando stavamo vincendo 3-1 e loro erano anche in nove. Vi dico la verità, prima della finale ho provato a giocare sul dolore, ma non ce l’ho fatta. Rimase stupito anche Emerson Palmieri: “L’avevamo preparata su di te”, mi disse a Praga».
L’anno dopo ad Atene era fuori lista Uefa: allora si disse che non era partito con la squadra e i veterani erano arrabbiati.
«Niente di più falso, fu tutta colpa del rinnovo. Ancora oggi ho un bellissimo rapporto con Biraghi e tutti gli ex compagni di Firenze. Io non sarei mai andato via. Non è stata assolutamente una questione di soldi, per me la cosa fondamentale è avere qualcuno che crede in me, ed è quello che sto cercando ora».
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