L'ag di Dragusin: "Dopo il rosso mi ha scritto negli spogliatoi. Era devastato"
L'espulsione di Radu Dragusin nella sfida contro la Polonia continua a far discutere, lasciando strascichi sia sul piano del risultato che su quello emotivo. A fare chiarezza sullo stato d'animo del centrale e sulle dinamiche dell'episodio è stato il suo procuratore, Florin Manea, intervenuto ai microfoni dell'emittente rumena sport.ro.
Il messaggio dallo spogliatoio e la reazione di Dragusin
L'agente ha raccontato nei dettagli i momenti immediatamente successivi al provvedimento disciplinare incassato dal difensore:
Radu è stato espulso al 22° minuto del primo tempo e appena cinque minuti più tardi mi ha inviato un messaggio direttamente dallo spogliatoio, proprio perché non riusciva a capacitarsi di aver commesso un'infrazione da rosso. Gli ho risposto subito rassicurandolo, dicendogli che non aveva fatto assolutamente nulla di sbagliato. Ma era talmente in ansia e preoccupato per la squadra che mi ha chiamato immediatamente al telefono per chiedermi conferma se avesse davvero commesso un errore o meno.
"Distrutto dall'episodio. Io avrei ammonito Lewandowski"
Manea si è poi espresso in maniera molto netta sulla decisione della direzione di gara, prendendo le difese del centrale e puntando il dito contro la dinamica dell'impatto con l'attaccante avversario:
Era letteralmente devastato dal punto di vista emotivo, anche perché fino a quel momento aveva disputato una prestazione eccellente in campo. Sulla decisione dell'arbitro ho un'opinione ben precisa: se fossi stato io a dirigere l'incontro, non solo non avrei espulso Radu, ma avrei persino estratto il cartellino giallo ai danni di Lewandowski.
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