Viola News Esclusive Pellegrino con Kean e senza Europa? O Paratici è un mago o c'è dell'altro

Pellegrino con Kean e senza Europa? O Paratici è un mago o c'è dell'altro

Federico Targetti
Come si spiegherebbero Pellegrino e Kean in una Fiorentina che giocherà una quarantina di partite, 45 al massimo in caso di finale di Coppa Italia?

Come la vogliamo chiamare, quella di Pellegrino alla Fiorentina al posto di Piccoli che sembra diretto al Bologna? Voce? Mah, quando una voce viene diffusa a più riprese e da più fonti, compresa VN, la voce è più una pista. E la pista sembra caldissima, dato che il Parma ha in pugno il sostituto e che l'altra pretendente, la Juventus, è attardata e con meno risorse. Arriviamo addirittura a definirla una possibilità concreta, pensate. Paratici aveva bloccato il colosso argentino classe 2001 già in caso di partenza di Kean, mentre adesso arriverebbe a completare il reparto con lui, al prezzo di 30 milioni, da capire poi la formula anche in base alle uscite da qui a fine mercato.

Tutto meraviglioso, dal punto di vista di chi guarda: tifosi, spettatori neutrali, giornalisti... pregustare una Fiorentina con la possibilità di scegliere tra un 26enne dal valore di 40 milioni e un 25enne che ne vale 30 mette le vertigini e avvia il motore della macchina dei sogni. Però, c'è un però. Grosso di centravanti ne utilizza uno, e per quanto coi cinque cambi sia aumentata l'importanza di chi subentra, è ancora tangibile la differenza di status e di considerazione tra chi comincia la partita e chi la finisce. A parità di condizioni, ad oggi, Kean è superiore a Pellegrino, su questo crediamo di non incontrare obiezioni. Allora, partendo da questo presupposto e dal fatto che la Fiorentina non avrà l'impegno europeo ad imporre rotazioni intensive, si giunge ad un aut-aut. Delle due (e mezza) che seguono, una...

O Paratici è un mago...

E credeteci se vi assicuriamo di contemplare questa ipotesi. Un mago dell'oratoria, dell'arte del convincere, visto il lavoro certosino svolto con gente come Atta, Oulai e soprattutto Mastantuono. Perché avrebbero dovuto scegliere la Fiorentina? Risposta: perché Paratici ha la dimensione e le capacità necessarie per convincerli della bontà di questa scelta rispetto alle altre. Quindi è possibile che il ds viola abbia convinto Pellegrino dell'opportunità di giocarsi il posto con Kean partendo almeno sulla carta da alternativa. È possibile, anche se nella modesta opinione che si è fatto chi vi scrive non è questo il caso.

...o c'è dell'altro...

Più probabile - non per forza vero, ma più probabile - che ci sia dell'altro. E qui il discorso si ramifica ulteriormente, cercheremo di tenerci sul semplice. Se Pellegrino, che va per i 25 anni, accetta dopo una stagione positiva di passare dal Parma ad un'altra squadra che non fa le coppe ma che ha al momento un attaccante più quotato, è altamente plausibile che entro fine mercato ne prenda il posto come prima scelta. Obiezione: la Fiorentina ha fatto sapere informalmente di avere intenzione di tenere Kean. Risposta numero uno: manifestare l'intenzione di tenere un giocatore non vuol dire assicurare che rimarrà; vuol dire semplicemente che se qualcuno lo vuole dovrà fare un'offerta tale da non poter essere rifiutata. Ecco, magari questa offerta è in arrivo, noi non lo sappiamo ma Pellegrino lo sa. Risposta numero 2: dopo i casi Oulai e, parzialmente, Mastantuono, ci perdonerà la Fiorentina se non ci fidiamo a occhi chiusi di quello che ci viene fatto filtrare in via informale. Lo riportiamo, e sempre lo riporteremo, ma sappiamo per esperienza che può non essere vero. È il gioco delle parti.

...o dell'altro ancora

È poi possibile una spiegazione intermedia: magari Pellegrino arriva sì per partire dietro Kean, ma con la consapevolezza che l'attaccante astigiano gli lascerà il posto nella stagione 2027/28. Un progetto a lunga gittata, che rischierebbe di rompere il ritmo di crescita dell'argentino, ma è tra le spiegazioni possibili di una convivenza con Kean senza coppe europee. Infine, altra congettura. E ci teniamo a ribadire "congettura", perché qui si parla di salute e si entra nella privacy. Ci rifacciamo soltanto ad una dichiarazione, e quindi ad un virgolettato, del fratello di Kean, Giovanni, che in diretta su Twitch a metà aprile ha rivelato: "Moise ha la tibia messa male per davvero. Per recuperare definitivamente dovrebbe stare fermo due/tre mesi". Kean in effetti è stato fermo da inizio aprile a metà luglio, ma sarà abbastanza? La gestione dei carichi che lo ha fermato contro il Watford sarà ancora necessaria andando avanti con la stagione? Rispondere a queste domande è impossibile, ma quel che è possibile appoggiare sul tavolo della riflessione è che una ridotta autonomia di Kean, in questo caso impossibile da cedere se non al ribasso, potrebbe spiegare la concomitanza di un altro attaccante importante per la stagione 2026/27. Ripetiamo e chiudiamo: o Paratici è ad un passo dal fare un capolavoro di costruzione della rosa e convincimento del singolo, o Kean se ne andrà entro l'estate del 2027, o Kean non dà sufficienti garanzie dal punto di vista fisico. Altre spiegazioni, per questa ventilata densità di popolazione della casella del 9, non riusciamo a darcele.