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Palladino vola anche a Bologna: forse i calciatori viola avevano ragione su di lui

Matteo Bardelli
A Firenze salutato troppo velocemente, ma adesso a Bologna Palladino sta volando

Quarta vittoria consecutiva in campionato per il Bologna grazie al successo in trasferta di oggi contro il Parma per 1-2. Quinta nelle ultime sei. Numeri che fanno ritornare in mente le sensazioni europee che questa piazza, quella di Firenze, ha vissuto recentemente. Risultati simili a quelli di Thiago Motta e Italiano, tanto per citare l'altro ex tecnico viola.

E tutto questo sta accadendo grazie all'arrivo in panchina di Raffaele Palladino. Da quando è stato scelto lui al posto di un deludente Domenico Tedesco, i rossoblù sono tornati a bussare alle zone alte della classifica, dopo un inizio di stagione complicato (Palladino è ora 8° con 17 punti, a pari merito con la Juventus impegnata proprio al Franchi).

La squadra emiliana era entrata alla sosta precedente con 2 punti in campionato e adesso si approccia a quella imminente avendone conquistati ben 15. Un lavoro che sta dando i suoi frutti quello del tecnico campano, che forse a Firenze è stato sottovalutato fin troppo. Lo stesso tecnico ogni volta che gli capita, torna a parlare della grande impresa svolta sulla panchina della Fiorentina, l'ultima in occasione del successo in trasferta per 4-2 contro il Milan: «Io penso solo a lavorare. A Firenze è stato un anno bellissimo. Ho fatto il primo anno di coppe con una società molto ambiziosa, siamo arrivati sesti con 65 punti e l’anno scorso ho preso l’Atalanta in difficoltà, riportandola nelle coppe».

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Un matrimonio finito troppo presto

E forse i suoi ex calciatori alla Fiorentina avevano ragione quando ne parlavano, facendone capire l'importanza che aveva all'interno dello spogliatoio. Uno tra quelli che ne ha beneficiato maggiormente durante l'esperienza di una sola stagione a Firenze è stato Moise Kean, che in quell'anno ha raggiunto numeri che mai aveva raccolto nella sua carriera. Così ne parlava l'ormai ex centravanti viola, oggi al Como, nell'agosto 2024, quindi pochissimo tempo dopo che il tecnico si era seduto sulla panchina viola: «Palladino mi ha dato fiducia, ora sta a me dare il 100% in campo e sfruttare le occasioni che mi verranno date». Un rapporto che si era incrociato perfettamente fin da subito, dunque, visto che anche a dicembre dello stesso anno, durante un'intervista, l'attaccante continuò dicendo: «Palladino è per me più di un allenatore. La fiducia di un allenatore è la cosa più bella del calcio. La stessa fiducia che mi sta dando adesso Palladino». L'attaccante ha riconosciuto quindi al tecnico un ruolo importante nel proprio rilancio, soprattutto sul piano della fiducia personale e della continuità.

Anche De Gea, ad aprile 2025, ha precisato l'importanza che Palladino aveva all'interno dello spogliatoio della Fiorentina: «È stato un giocatore fino a poco tempo fa ed è un allenatore vicino a tutti i giocatori. Lavora tanto, ci dedica molte ore mettendoci il massimo impegno. Inoltre ha le idee molto chiare, è giovane ma è bravo ed ha un ottimo rapporto con noi giocatori». Lo stesso Gudmundsson, che in quella stagione aveva avuto momenti di alti e bassi, dichiarò che il tecnico aveva avuto una grande influenza nel convincerlo a scegliere Firenze quell'anno: «È un tipo tranquillo, un grande lavoratore, ma ha il fuoco per voler vincere sempre. Non sono nemmeno convinto che dorma». Parole quasi identiche a quelle dichiarate recentemente da un calciatore del Bologna, Lewis Ferguson: «Lui ha il fuoco. Anche dell’ambizione. Come noi. E quel fuoco ce l’ha riacceso. Ci ha portato entusiasmo».

Dunque, un matrimonio finito troppo presto quello con la Fiorentina, sia per il rapporto complicato che aveva con l'allora direttore sportivo, Daniele Pradè, nonostante lui abbia a più riprese dichiarato il contrario (LE PAROLE), che con una piazza che nel finale di stagione ha espresso chiaramente quale era il suo pensiero nei suoi confronti attraverso striscioni e cori. Al termine della passata stagione, quando sedeva sulla panchina dell'Atalanta e poco dopo sarebbe stato esonerato per fare spazio a Sarri, in conferenza stampa dichiaro questo: «I 65 punti a Firenze? Quella frase è stata strumentalizzata. Io volevo dire che 65 punti sono tanti, non è facile. Non ho detto che la Fiorentina non lo farà mai più. Anche qui ho dato tutto e sono stato apprezzato dai ragazzi che ho allenato. Sapete perché sono andato via, avevamo visioni diverse, troppo con la società. E per questo ho deciso di fare un passo indietro per il bene mio e della squadra. Voglio credere che non sia finito qui, vorrei tornare per finire quello che ho iniziato». Insomma, i risultati che sta ottenendo adesso a Bologna ne sono un ulteriore prova: Raffaele Palladino è un grande allenatore e la Fiorentina se lo è perso fra le sue stesse mani.

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