Gianluca Brizi: “Per il babbo c’era solo la Fiorentina. Pochi lo sanno, ma anche da tifoso”
Nell’anno del centenario della Fiorentina, Violanews vi tiene compagnia con una serie di interviste con le persone che, questi cento anni di storia, li hanno scritti e continuano a scriverli. In campo, sugli spalti, coi ricordi e con il tifo. In questa quarantaquattresima puntata la nostra redazione ha contattato Gianluca Brizi, figlio di Pino.
Giuseppe Brizi (Macerata, 19.03.1942-Macerata, 09.06.2022), Difensore, alla Fiorentina dal 1961/62 al 1975/76 con 389 presenze (280 con 2 reti in Serie A, 6 in Coppa Campioni, 15 in Coppa delle Fiere, 5 in Coppa UEFA, 16 in Coppa Mitropa, 6 nel Torneo Anglo-Italiano, 5 nel Torneo Rappan, 10 in Coppa delle Alpi e 46 in Coppa Italia). Ha vinto due volte la Coppa Italia (1966 e 1975), una Coppa Mitropa nel 1966, uno Scudetto nel 1969 e una Coppa di Lega Italo-Inglese nel 1975. Esordio a Firenze in Serie A il 10.03.1963: Fiorentina-Spal 2-0.
Un commento sulla situazione attuale della Fiorentina?
“Contro il Sassuolo il primo tempo era stato al di sotto delle nostre potenzialità, ma poi siamo riusciti a vincere. Va detto, però, che il Sassuolo, a mio avviso, come il Venezia che avevamo già battuto, rappresenta una delle squadre meno competitive del campionato. Aspettiamo, quindi, a dire che siamo fuori dalla zona retrocessione. La partita con la Juve potrebbe essere un test per valutare effettivamente le nostre reali possibilità. Mi aspetto un risultato utile”.Il ricordo più bello?
“Ce ne sono tantissimi. Un aspetto fondamentale, che pochi sanno, è l’aneddoto che fin da ragazzino mio padre era tifoso della Fiorentina, di quella di Bernardini del primo scudetto, quindi, nonostante vivesse lontano da Firenze, era già tifoso prima di arrivarci da giocatore. Per lui giocare per la Fiorentina ha significato realizzare il sogno da ragazzino. La sua fedeltà è testimoniata anche dal fatto che non ha mai cambiato casacca. Per lui c’è stata solo la Fiorentina. È riuscito a giocare con la squadra del cuore, ha vinto un campionato e nella classifica di tutti i tempi è dietro solo ad Antognoni come numero di presenze. E poi il gol della salvezza nel ’71! Mio padre ha fatto solo due gol: uno all’esordio contro la Spal nel ’63 e quello appunto contro l’Inter che valse la salvezza. Riuscì a pareggiare l’eurogol di Mazzola. Con la forza di crederci fino in fondo, da difensore si portò oltre la metà campo e segnò”.L’augurio per il centenario?
“Certe malattie si trasmettono per via ereditaria, quindi l’attaccamento alla Fiorentina per me è stato naturale. Poi ho trascorso la mia infanzia a Firenze. Stavo quasi tutti i giorni allo stadio a bordo campo, ero a diretto contatto con i giocatori con i quali ancora ci vediamo ai vari eventi. Mi auguro che la Fiorentina ritorni come negli anni di mio padre, in difficoltà per una stagione, ma vincente di uno Scudetto e coppe”.© RIPRODUZIONE RISERVATA