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Damiani a VN: “Ounahi perfetto con Ndour e Fagioli. Gud merita un’altra chance”

Filippo Caroli Redattore 
Fra la suggestione Ounahi e la possibile conferma di Gudmundsson. La nostra intervista al procuratore Oscar Damiani

Il mercato della Fiorentina si accende e gli occhi della dirigenza viola si posano con decisione sul palcoscenico internazionale. Il nome caldo delle ultime ore è quello di Azzedine Ounahi, il centrocampista marocchino attualmente in forza al Girona e grande protagonista con la sua Nazionale. Per tracciare un profilo accurato del giocatore – che ha legato parte della sua carriera alla Francia – abbiamo fatto una chiacchierata con Oscar Damiani, procuratore e grandissimo esperto di calcio transalpino, per capire come potrebbe inserirsi nello scacchiere tattico viola e fare il punto sul nuovo corso della Fiorentina.

Buonasera Oscar, che mercato sarà per la Fiorentina?

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"È stata una stagione caratterizzata anche da momenti difficili, ma alla fine il risultato è in linea con quello che ci si poteva aspettare. Per il prossimo anno, con i giusti investimenti, speriamo che la società possa regalare grandi soddisfazioni ai propri sostenitori. Io sono sempre stato un simpatizzante viola, fin da bambino, e ci spero molto."

La Fiorentina segue Ounahi, che ci dice di questo giocatore?

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"È un ragazzo decisamente interessante. Non starò qui a fare i soliti discorsi se sia più bravo di destro o di sinistro; la realtà è che ha ampi margini di crescita. Sappiamo che i calciatori che arrivano in Italia e si mettono a lavorare sodo migliorano sensibilmente. Ounahi ha già dimostrato di avere ottime qualità. Il nostro campionato è difficile, ma mi fido della dirigenza viola."

Lo vede bene con Grosso?

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"Direi proprio di sì. Fabio Grosso è un allenatore che stimo molto, ha fatto un lavoro straordinario a Sassuolo, che è una società importante. Credo che Ounahi sia un profilo in grado di fare molto bene. Chiaramente l'impatto iniziale per questi ragazzi non sempre è positivo, ma serve un po' di tempo e di pazienza, anche per via della lingua. L'importante è che, nel caso arrivasse, diventi un punto di riferimento durante la stagione."

Lo vede come terzo tassello ideale con Ndour e Fagioli?

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"Sì. Potrebbe giocare da numero 8, ovvero da mezzala, garantendo sia quantità che qualità. Con quelle caratteristiche sarebbe un centrocampo decisamente ben assortito."

Venendo alle corsie esterne, che pensa della stagione di Gumundsson?

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"A me piace molto, è un ragazzo forte. Non è il classico esterno di fascia puro: è uno a cui piace muoversi 'sotto punta' o spaziare su tutto il fronte dell'attacco. Sono convinto che possa fare bene, io gli darei assolutamente fiducia. Ovviamente poi deve rispondere tutta la squadra, non è che può fare tutto da solo, ma il ragazzo ha le qualità tecniche e atletiche per imporsi in viola."

Quindi non crede che il suo ciclo a Firenze sia chiuso?

"No, come dicevo io gli darei fiducia. Le qualità non si discutono, serve solo metterlo nelle condizioni migliori."

Tornando a Grosso, pensa possa patire il salto da Sassuolo a Firenze?

"Sassuolo non ha le pressioni di Firenze. Lì c'era una società forte, con Carnevali e la famiglia Squinzi, un ambiente in cui si era ben protetti. Credo che a Firenze l'ambiente debba avere un po' di pazienza, dote che a volte ai tifosi manca. Ci vuole tempo per organizzare una squadra e darle un'identità di gioco. Fabio Grosso è stato un grande calciatore ed è un allenatore molto bravo: bisogna dargli credito e non criticarlo alla prima sconfitta."

Si ringrazia Oscar Damiani per la consueta disponibilità