Viola News Esclusive "La strada è quella giusta" ma il telaio è difettoso. E mancano i pezzi meno costosi

"La strada è quella giusta" ma il telaio è difettoso. E mancano i pezzi meno costosi

Federico Targetti
Riconosciamo le differenze rispetto all'anno scorso, ma diverse sono anche le criticità: quest'anno ci sono gli esterni ma non ci sono i capitani

Mettiamoci nei panni di un tifoso viola che, beato lui, fa serata e va a letto con le prime luci del mattino, dimenticandosi la sveglia e quindi, tra sonno e sbornia, si sveglia dopo le 14:30. La prima cosa che fa, appena si rende conto di dov'è e accende il telefono, è aprire la propria app di fiducia e guardare che ha fatto la Fiorentina in casa dell'Inter. Vede 2-1: "beh, poteva andare parecchio peggio".

Poi però il nostro apre Violanews e recupera cronaca e pagelle e capisce che è stata un'altra domenica sull'ottovolante, dall'alto al basso. Oggi come oggi tra Inter e Fiorentina non c'è partita, eppure la differenza con la stessa gara giocata un anno fa è stata apprezzabile. Nella penultima partita del Pioli bis avevamo visto un 3-6-1 con Gudmundsson sulla linea del vertice basso e Kean nel deserto, questa volta invece Vanoli ha proposto un 4-3-3 generalmente ordinato dietro e per lo meno volenteroso davanti. Parate di Provedel nel primo tempo? Zero, e se De Gea non fosse tornato "ne' su' cenci" non avremmo avuto chissà quale partita nella ripresa.

Poi però l'Inter sembra non riuscire a infilare la via del gol e Jimenez pesca il jolly da casa sua, e allora, al netto dell'infortunio di un fin lì notevole Pongracic, uno potrebbe anche pensare che le divinità del pallone si siano allineate, ma come si suol dire: aiutati che dio t'aiuta. Ecco, la Fiorentina, ancora una volta, non si è aiutata: Viery e Valdepenas, forti in potenza ma non abbastanza in essenza, hanno sbandato su una strada che Vanoli definisce "quella giusta" e i punti sono ancora zero. Ancora 4 in 8 partite, come l'anno scorso, ma con stati d'animo opposti.

I due guasti da riparare: Vanoli e Vanoli bis

Pioli andava mestamente verso l'esonero, Vanoli è convintissimo di riuscire a sistemare le cose come ha già fatto. Poco meno di un anno fa si è trovato tra le mani una squadra dotata di zero ali, ma di anche troppe teste pensanti, personalità risultate ingombranti come quella di Dzeko, oppure stridenti come Mandragora e Gudmundsson, protagonisti a Reggio Emilia di un episodio davvero poco edificante sul rigore del momentaneo 1-0. Quest'anno c'è il problema opposto: le ali ci sono, ma in pochi hanno la personalità necessaria a tener dritta la barra nei momenti difficili. Anche a San Siro la squadra ha preso gol e subito il raddoppio in rapida successione: e dire che uno come Fagioli ha avuto un atteggiamento giusto, coprendo bene e urlando con grinta ai compagni svagati.
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La mentalità si forgia pian piano, lo "psicologo" Vanoli al momento non può percorrere altra strada: per questo è quella giusta, è l'unica. Ma c'era una scorciatoia che, per esempio, la Roma ha percorso senza farsi troppi problemi prendendo a prezzo di saldo il 35enne De Roon (escluso dall'Atalanta, praticamente gratis) e il 27enne Balerdi (un milione per il prestito dal Marsiglia, poi saranno circa 17 per il riscatto). Gasperini li ha definiti "due capitani" per la loro leadership dentro e anche fuori dal campo, qualcosa che rafforza la tempra del gruppo e permette di ribaltare situazioni disperate come nel caso del 3-3 a Napoli. E non è che la Roma abbia preso solo giocatori maturi: Mora ha la stessa età di Mastantuono, Koulierakis la stessa di Atta, Castro ha solo un anno in più di Jimenez, Oulai e Njie. In quei 13 acquisti a peso d'oro perfezionati nel giro di due mesi, bastava infilarne un paio a buon mercato che garantissero esperienza e carisma, anche senza far per forza parte dell'undici titolare. E se proprio non si volevano fare operazioni di questo tipo... bastava non cedere Mandragora e/o Gosens.

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