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La rivincita degli ex: gol, assist e prove super, da Kean a Gudmundsson

Aly Kebe
Gudmundsson, Mandragora, Piccoli, Kean e Fazzini hanno già lasciato il segno dopo l’addio alla Fiorentina. Una coincidenza?

Il gol di Gudmundsson al debutto con la Lazio è soltanto l’ultimo episodio di una serie di ottime prestazioni da parte di diversi giocatori che hanno recentemente lasciato la Fiorentina. L’islandese, trasferitosi a Roma nell’ultimo giorno di mercato, non ha avuto bisogno di tempo per presentarsi ai suoi nuovi tifosi. Gol alla prima partita, proprio dopo aver chiuso la sua esperienza in maglia viola.

Ma non è l’unico ex Fiorentina ad aver iniziato nel migliore dei modi la nuova avventura. Non dimentichiamoci dell'eurogol di Rolando Mandragora, che ha dato il via alla rimonta del Torino proprio contro la Fiorentina. Poi c’è Roberto Piccoli, anche lui già a segno con il Bologna. Moise Kean ha fornito un assist, in meno di 20 minuti nel suo debutto con il Como e lo stesso ha fatto Jacopo Fazzini con il Cagliari, protagonista a sua volta dell'assist decisivo per il gol di Daniel Maldini.

Cinque giocatori che hanno mestamente lasciato Firenze e che, praticamente subito, hanno trovato un modo per essere protagonisti altrove.

E se il problema non fosse chi gioca?

È qui che nasce la riflessione. Se prendessimo singolarmente ogni caso, probabilmente troveremmo una spiegazione ad hoc per ogni giocatore. Un sistema di gioco più adatto, un allenatore che dà maggiore fiducia, un ruolo differente, meno pressione eccetera eccetera.

Ma quando queste ottime prestazioni di giocatori, considerati esuberi - ad eccezione di Kean - avvengono nel giro di una settimana, la domanda viene spontanea: e se il problema non fosse nei giocatori?

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Non significa che tutti gli ex viola siano destinati a fare meglio lontano da Firenze. Certo è che vedere così tanti giocatori incidere immediatamente dopo aver lasciato il Viola Park obbliga a interrogarsi anche sul contesto e su cosa succeda in quel di Bagno a Ripoli.

Firenze è sicuramente una piazza esigente. La maglia pesa, le aspettative sono alte e la pressione aumenta esponenzialmente, soprattutto quando i risultati non arrivano con gli spettri della scorsa stagione che aleggiano pericolosamente sulla città. Forse non tutti i giocatori che hanno lasciato la Fiorentina erano sbagliati. Forse alcuni non hanno trovato in Firenze il contesto giusto per esprimersi.

Un giocatore può essere lo stesso, ma cambiare completamente rendimento in base al contesto. Cambiano le responsabilità, cambia la fiducia, cambia il sistema di gioco e cambia anche il modo in cui viene percepito dall’ambiente.

Se Gudmundsson e Mandragora segnano al debutto, se Piccoli trova un bel gol, mentre Kean e Fazzini servono assist, la domanda non può riguardare esclusivamente il loro rendimento.

L'ambiente viola incide sul rendimento?

È una domanda scomoda, ma forse è proprio quella che vale la pena porsi. Perché continuare a pensare che il problema sia sempre e soltanto il giocatore rischia di essere la spiegazione più semplice e molto probabilmente quella errata. Noi non siamo dentro il Viola Park e non sappiamo tutto ciò che succede all'interno di quei cancelli. Ma forse, prima di incolpare solamente i calciatori, è arrivato il momento di guardare anche a ciò che succede a Firenze.

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