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Aquilani su Kayode: "Orgoglioso di averlo aiutato. Che crescita dai Dilettanti"

Redazione VN
Le parole di Alberto Aquilani su Michael Kayode: il ricordo degli esordi dai Dilettanti, la forza fisica, l'umiltà e l'evoluzione tattica dell'esterno

Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, l'allenatore del Sassuolo Alberto Aquilani ha rilasciato una lunga intervista spaziando su vari temi tecnici e soffermandosi con affetto sul percorso di crescita di Michael Kayode, terzino cresciuto sotto la sua guida nel settore giovanile della Fiorentina.

"Nessun merito personale, solo l'orgoglio di avergli dato una mano"

Alla domanda su quanto si senta responsabile per la maturazione del classe 2004, il tecnico romano ha risposto con grande stile ed eleganza:

"Quando vedo questi ragazzi raggiungere certi livelli provi solo una grande felicità. A me non torna indietro nulla in termini personali, se non il profondo orgoglio di essere riuscito ad aiutarli. Anche con Michael è stato un percorso lungo: arrivava dal mondo dei Dilettanti ma con un'umiltà enorme e la voglia costante di imparare e migliorarsi giorno dopo giorno. Mi auguro davvero che sappia che qualcosina, nel nostro piccolo, siamo riusciti a trasmetterglielo. Ci sentiamo ancora molto spesso, sono ragazzi che ti rimangono dritti nel cuore".

"Forza devastante e umiltà: poi ha iniziato a capire il gioco"

Aquilani ha poi tracciato il profilo tecnico e caratteriale che ha permesso a Kayode di imporsi nel calcio che conta:

"Sono davvero contento per il suo cammino. Già da ragazzino possedeva una forza fisica fuori dal comune, abbinata a un'umiltà incredibile. Con il tempo e con il lavoro ha iniziato a capire le dinamiche del gioco, imparando a diventare molto più ordinato in campo, ma gran parte del merito va sicuramente dato alla sua applicazione".

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