Vanoli e i dieci comandamenti per risollevare la Fiorentina
Si torna sempre dove si è stati bene. Paolo Vanoli è tornato a Firenze con entusiasmo e con la convinzione di poter cambiare il volto di una Fiorentina partita nel peggiore dei modi. Ora, però, tocca a lui allontanare lo shock delle prime tre giornate e dare una nuova direzione alla squadra. La Repubblica prova così a individuare i dieci comandamenti sui quali il nuovo allenatore viola dovrà costruire la sua seconda avventura sulla panchina della Fiorentina.
Il primo è la motivazione, quella che Vanoli ha mostrato fin dai primi giorni al Viola Park. Chi lo ha osservato da vicino racconta di un allenatore entusiasta dell'opportunità ricevuta e convinto di poter sfruttare al massimo questa nuova possibilità.
Il secondo riguarda la condizione, sia fisica che mentale. Gli allenamenti hanno già evidenziato un metodo particolarmente attento alla preparazione atletica, elemento fondamentale nella filosofia di Vanoli, che in passato ha lavorato a lungo al fianco di Antonio Conte.
Poi ci sono le fondamenta, ovvero la necessità di costruire una squadra solida partendo dalle basi. E proprio la fase difensiva rappresenta una delle priorità assolute, visto che la Fiorentina ha incassato nove gol nelle prime tre partite.
Il quarto comandamento è l'identità. Secondo la Repubblica, oggi la squadra appare ancora priva di una fisionomia precisa: Vanoli dovrà trasmettere principi di gioco chiari, da assimilare fino a renderli automatici.
Il quinto punto è il rapporto tra oggi e domani. Costruire un progetto per il futuro è importante, ma prima servono risultati immediati. A cominciare dalla trasferta di Venezia.
Il sesto è la ripartenza. Non tanto dal punto di vista della costruzione del gioco, quanto delle gerarchie. Vanoli vuole ripartire da zero: nessuno è considerato intoccabile e nessuno è definitivamente fuori dal progetto. A decidere saranno gli allenamenti.
Il settimo comandamento riguarda i punti di forza. Il tecnico dovrà riportare alla luce le qualità già mostrate dai suoi giocatori, soprattutto da quelli che conosceva già dalla passata stagione.
L'ottavo è la sintonia, questa volta riferita al rapporto tra allenatore e società. Il cambio di guida tecnica dopo la scelta di puntare inizialmente su Fabio Grosso avrebbe potuto creare qualche dubbio, ma al momento l'intesa tra Vanoli e la dirigenza viene descritta come solida.
Il nono comandamento è quello del “Re Leone”, definizione utilizzata da Fabio Paratici la scorsa stagione per descrivere Vanoli. Il nuovo allenatore dovrà essere soprattutto il leader di uno spogliatoio che ha mostrato qualche limite proprio sul piano della personalità.
Infine l'allenabilità, forse il punto più importante. Vanoli crede nella rosa costruita dalla Fiorentina e, a differenza del suo predecessore, ritiene che con il mercato effettuato la squadra abbia le qualità per puntare in alto.
Ora, però, dalle parole bisogna passare ai fatti. La prima risposta arriverà già a Venezia.
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