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Sousa: “Voglio tornare in Italia e allenare un club con la mentalità della Juventus”

Redazione VN
Paulo Sousa si è raccontato ai microfoni di Tuttosport parlando principalmente di Juventus, ma senza far mancare qualche riferimento sulla Fiorentina

Paulo Sousa non dimentica l’Italia. L’ex allenatore della Fiorentina, oggi alla guida dell’Shabab Al Ahli, ha rilasciato un’intervista a Tuttosport nella quale ha ripercorso il suo presente negli Emirati Arabi Uniti e il legame mai spezzato con il calcio italiano.

“Abbiamo vinto quattro titoli e battuto ogni record”

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Sousa ha spiegato le ragioni che lo hanno portato ad accettare la sfida dello Shabab Al Ahli, club con cui ha vissuto una stagione straordinaria.

“Ho scelto questo progetto perché vedevo il potenziale per vincere tutto. In una sola stagione abbiamo conquistato quattro trofei, battuto diversi record e raggiunto le semifinali della Champions League asiatica. Sono risultati che nascono dal lavoro quotidiano e dalla crescita costante del gruppo”.

“Il divario con l’Europa esiste, ma si ridurrà”

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L’ex tecnico viola ha poi analizzato le differenze tra il calcio europeo e quello degli Emirati.

“Ogni club qui ha una propria identità, una propria cultura e tifosi che pretendono risultati. Con il tempo il gap con l’Europa si ridurrà, ma oggi esistono ancora differenze legate soprattutto alle infrastrutture e alla mentalità professionale. In Europa si cresce come professionisti fin da ragazzi, mentre negli Emirati molti giocatori locali seguono anche percorsi lavorativi paralleli che inevitabilmente incidono sul loro sviluppo calcistico”.

“L’Italia è casa”

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Tra i passaggi più significativi dell’intervista c’è quello dedicato all’Italia, paese nel quale Sousa ha vissuto da calciatore e allenatore.

“Il Portogallo è la mia patria, ma l’Italia è casa. È il Paese che mi ha aiutato a crescere sia come professionista sia come uomo. Mi identifico molto con il modo in cui gli italiani vivono il calcio e la vita quotidiana. Mi mancano entrambe le cose. La Juventus? La Juventus è uno dei migliori club al mondo e ho avuto la fortuna di vincere con loro. Sono un allenatore di calcio professionista e so distinguere bene ogni cosa. Quello che so è che voglio allenare club e squadre che abbiano la stessa mentalità, ambizione e voglia di vincere titoli”.

Chiesa e Conceicao, due talenti diversi ma con la stessa fame

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Infine, Sousa ha messo a confronto Francisco Conceição con Federico Chiesa, che proprio lui fece esordire da titolare in una sfida contro la Juventus ai tempi della Fiorentina.

“Parliamo di giocatori diversi, ma accomunati dalla stessa ambizione. Chiesa ha una maggiore predisposizione a giocare vicino alla porta, attacca la profondità ed è quasi ossessionato dal gol. Conceicao, invece, è devastante nell’uno contro uno, ha una forte personalità competitiva e sta migliorando molto dal punto di vista tattico. È uno di quei giocatori che possono cambiare una partita in qualsiasi momento”.