Repubblica: "Bati, Baggio e i grandi viola. Al Franchi la storia è scesa in campo"
Il tempo, per una sera, è sembrato davvero tornare indietro. Al Franchi, davanti a oltre ventimila spettatori, la Fiorentina ha celebrato i suoi cento anni di storia riportando in campo alcuni dei protagonisti più amati delle epoche recenti. Una festa costruita sulla nostalgia, sull’amarcord e soprattutto sull’inconfondibile passione del popolo viola.
Al 24’ del primo tempo è arrivato uno dei momenti più emozionanti della serata. Franck Ribery ha accelerato in campo aperto e ha servito Gabriel Batistuta, che con un elegante pallonetto ha scavalcato Abbiati firmando il 3-0 per la Fiorentina All Stars. Per il Re Leone era già arrivata poco prima la seconda rete personale. Dagli spalti è partita immediatamente l’ovazione e tutto il Franchi ha intonato il celebre “Bati Bati Bati gol”, un coro ascoltato infinite volte negli anni d’oro del bomber argentino. Per qualche istante lo stadio è sembrato rivivere le stagioni più belle: la Champions League, Wembley, il Camp Nou ammutolito e una Fiorentina capace di dominare gli avversari. Sugli spalti c’è chi si è commosso e chi ha scelto di indossare le vecchie maglie viola, contribuendo a rendere ancora più speciale una serata in cui passato e presente si sono incontrati.
Pochi minuti più tardi è arrivato anche il gol di Adrian Mutu, mentre prima dell’intervallo hanno trovato la rete Giampaolo Pazzini e Luca Toni, riportando alla memoria l’epoca di Cesare Prandelli, presente in panchina proprio come ai tempi della sua Fiorentina. Anche gli altri protagonisti hanno regalato momenti da amarcord. Angelo Di Livio, il “Soldatino”, ha continuato a macinare chilometri sulla fascia e a mettere palloni in area come ai tempi della Serie A e della C2. In mezzo al campo, invece, David Pizarro e Borja Valero hanno illuminato la partita con giocate rapide e di qualità, proprio come accadeva durante l’era di Vincenzo Montella.
A dare il via simbolico alla sfida era stato Roberto Baggio, arrivato in borghese ma con la maglia numero 10. Un’immagine che ha completato il viaggio nella memoria di una tifoseria che ha potuto riabbracciare tanti dei suoi campioni. Se l’obiettivo era raccontare un secolo di Fiorentina attraverso i suoi protagonisti più recenti, la partita del centenario tra Fiorentina All Stars e Serie A Legends ha centrato perfettamente il bersaglio. Il risultato, un 7-3 per le Viola All Stars, è passato quasi in secondo piano rispetto alle emozioni vissute sugli spalti.
Il protagonista assoluto è stato inevitabilmente Batistuta. Due gol, una lunga ovazione e poi il giro di campo per ricevere l’abbraccio della sua gente. Anche il dolore fisico non è riuscito a cancellare il sorriso del centravanti argentino, che ha spiegato il significato speciale del suo ritorno a Firenze: «Firenze è la mia seconda casa, la parte più bella della mia vita calcistica. Essere qua per il centenario è un’emozione unica».
Il Re Leone è stato il giocatore più cercato dai compagni e quello che ha ricevuto gli applausi più calorosi. Al suo fianco, Prandelli ha schierato una formazione dal tasso tecnico altissimo: Frey tra i pali; Di Livio, Dainelli, Gonzalo Rodriguez e Pasqual in difesa; Pizarro e Borja Valero a centrocampo; Batistuta, Toni, Mutu e Ribery in avanti. Un offensivo 4-2-4 che ha regalato anche l’inchino di Mutu e la tradizionale esultanza di Toni, quella celebrata 31 volte nell’anno in cui conquistò la Scarpa d’Oro con la maglia viola.
Nel corso della partita sono entrati anche Toldo, Mareggini, Jorgensen, Donadel, Ujfalusi, Gobbi, Bressan, Giuseppe Rossi, Flachi, Sandro Cois, Jovetic e Torricelli, completando un gruppo di ex campioni di assoluto livello. Di fronte c’erano le Serie A Legends, guidate dal capitano Francesco Totti e allenate da Roberto Donadoni. Una rosa altrettanto ricca di nomi importanti: Javier Zanetti, costretto a fermarsi per un infortunio durante il riscaldamento, Abbiati, Amelia, Galante, Candela, Tonetto, Alessandro Lucarelli, Oddo, Fiore, Fuser, Conti, Giannichedda, Barone, Di Natale, Di Michele, Bojinov, Valiani, Candreva, Viali e Moscardelli.
Il punteggio finale ha avuto un’importanza relativa. A vincere davvero è stata una serata capace di riaccendere ricordi e sentimenti nella gente, nei tifosi e negli stessi protagonisti. Un legame con Firenze rafforzato anche dalla presenza, prima della partita, del corteo della Repubblica Fiorentina e dei veterani del Calcio Storico.
Ogni volta resto colpito dall’affetto e dall’amore che questa gente riesce a dimostrare», ha raccontato Prandelli. Anche la scelta dell’undici iniziale è stata, a suo modo, un momento divertente: nessuno degli ex giocatori sembrava intenzionato a prendersi la responsabilità di scegliere chi dovesse partire titolare. Così l’ex tecnico ha lasciato loro la decisione, ma alla fine è stato costretto a scegliere personalmente la formazione. Anche Totti ha sottolineato il rapporto speciale tra Firenze e il calcio: «Il pubblico di Firenze? Sempre passionale, bello da sentire, un onore essere qua».
In tribuna autorità ha seguito la partita con grande partecipazione emotiva il presidente della Fiorentina Giuseppe B. Commisso, che già martedì sera aveva accolto al Viola Park tutti i protagonisti della sfida insieme alla madre Catherine. A chi rappresenta oggi la Fiorentina spetta ora una responsabilità importante: trasformare la memoria di un passato glorioso, celebrato sul prato del Franchi, in un futuro altrettanto luminoso. Un futuro che, dopo cento anni di storia viola, dovrà essere all’altezza delle emozioni vissute in una notte speciale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA