Nazione: "La Fiorentina doveva segnare molto più del Como. A San Siro serve cinismo"
La Fiorentina continua a subire troppi gol, ma fatica anche a concretizzare le occasioni create. Contro il Como ha prodotto 2,25 gol attesi, sette tiri nello specchio e trenta cross, con una presenza nell’area avversaria superiore a quella dei lariani, perdendo comunque 3-1. Gli errori sotto porta di Njie sono emblematici di un problema che coinvolge tutto il reparto: mancano precisione, lucidità nelle scelte e rendimento individuale.
In sette giornate i viola hanno segnato otto reti, una media di 1,14 a partita, contro 11,68 gol attesi: quasi quattro gol in meno rispetto alle occasioni costruite, il peggior divario negativo della Serie A. Due reti sono inoltre arrivate grazie a deviazioni avversarie, mentre contro il Como è servito un inserimento di Pongracic per segnare. Escludendo i quattro gol al Venezia, la Fiorentina ha realizzato appena quattro reti nelle altre sei partite.
Beto, Gnonto, Njie e Pedro Gonçalves sono ancora senza gol in campionato, nonostante gli investimenti per ricostruire l’attacco dopo le partenze di Kean, Piccoli e Gudmundsson. Pellegrino offre maggiori garanzie fisiche rispetto a Beto, ma non riesce da solo a sostenere il reparto; Mastantuono ha fatto la differenza soprattutto contro il Venezia. Con Vanoli la produzione offensiva è cresciuta e più giocatori raggiungono gli ultimi metri, ma manca concretezza: domenica contro l’Inter a San Siro serviranno maggiore attenzione difensiva e capacità di sfruttare le opportunità disponibili. Lo scrive la Nazione.
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